18 Marzo 2026 - 17:06:33

di Vanni Biordi

Il restauro della Torre civica di Palazzo Margherita, uno dei simboli più riconoscibili dell’Aquila, entra finalmente nella fase operativa. A quasi diciassette anni dal sisma del 2009, la gara per l’affidamento dei lavori si è conclusa con l’aggiudicazione al raggruppamento temporaneo di imprese formato da Iannini Costruzioni e Fratelli Ettore & Carlo Barattelli srl, che ha ottenuto un punteggio tecnico di 92,89 su 100 nella valutazione della commissione incaricata dalla Fondazione Carispaq.

Un risultato che premia, secondo la stessa commissione, «la solidità dell’offerta tecnica e la qualità delle soluzioni proposte», in un intervento che richiede competenze specialistiche e un approccio conservativo rigoroso.

La Torre civica, alta oltre quaranta metri e costruita in muratura con conci di pietra locale, rappresenta un caso emblematico di vulnerabilità sismica nei centri storici italiani.

Il progetto prevede la riparazione dei danni ancora presenti, il miglioramento sismico e il restauro delle superfici lapidee e degli elementi decorativi. Un esempio concreto riguarda la ricucitura delle lesioni verticali e la sostituzione selettiva dei conci deteriorati, operazioni che richiedono tecniche tradizionali integrate con analisi strutturali avanzate.

L’intervento introduce anche un elemento di forte innovazione: l’installazione del sistema Active Mass Damper, uno smorzatore attivo di vibrazioni già utilizzato in edifici alti e infrastrutture strategiche. Il dispositivo, attraverso masse mobili controllate elettronicamente, riduce le oscillazioni indotte da un sisma, migliorando la risposta dinamica della struttura. Un’applicazione rara in edifici storici italiani, che apre la strada a nuove soluzioni per la tutela del patrimonio monumentale.

Il costo dei lavori è pari a 1,6 milioni di euro, cui si aggiungono circa 430 mila euro per il sistema Amd e il monitoraggio strutturale. Il quadro economico complessivo sfiora i 3 milioni, includendo spese tecniche, indagini e restauri specialistici. Il finanziamento proviene interamente dalle donazioni raccolte dalla comunità italiana in Australia e dal governo australiano dopo il terremoto, un gesto che il sindaco ha definito «un segno duraturo di solidarietà internazionale».

Tra i punti di forza dell’intervento spiccano l’integrazione tra tecniche tradizionali e tecnologie avanzate, la qualità del progetto e la scelta di un sistema antisismico attivo. Restano però, a mio avviso, alcune criticità come la complessità del cantiere in un edificio storico, la necessità di coordinare più livelli di intervento e l’incertezza legata ai tempi, spesso influenzati da imprevisti strutturali.

I lavori dureranno 487 giorni, circa 16 mesi, e dovranno iniziare entro venti giorni dalla consegna delle aree. Un cronoprogramma ambizioso, ma atteso da una città che continua a ricostruire la propria identità materiale e simbolica. Ogni giorno e con grande impegno e fatica