19 Marzo 2026 - 10:47:50
di Tommaso Cotellessa
Il Corpo della Polizia Penitenziaria celebra 209 anni dalla sua fondazione, un anniversario significativo che racconta una lunga storia di servizio, abnegazione e presenza costante in contesti complessi e delicati.
Quello svolto quotidianamente dagli agenti all’interno degli istituti di detenzione è un compito articolato e di grande responsabilità. Non si tratta soltanto di garantire sicurezza e vigilanza, ma anche di contribuire attivamente al percorso di riabilitazione e rieducazione delle persone detenute, una funzione rafforzata a partire dalla riforma del 1990, che ha ridefinito il ruolo del Corpo in chiave più ampia e moderna.
A rendere ancora più impegnativo il lavoro delle donne e degli uomini in divisa sono criticità ormai strutturali: la carenza di organico, l’inadeguatezza di molte strutture e le problematiche legate alla sicurezza. Questioni complesse, spesso al centro della cronaca e dell’azione dei sindacati, che continuano a richiamare l’attenzione delle istituzioni.
La giornata celebrativa ha voluto però mettere in primo piano il valore del servizio reso alla collettività. Nel capoluogo abruzzese, L’Aquila, le manifestazioni organizzate dalla Casa Circondariale si sono svolte presso Palazzo Spaventa, dove i vertici del Corpo, gli agenti dei diversi reparti del territorio e le principali autorità locali si sono riuniti per un momento di forte valore istituzionale e simbolico.
«La Polizia Penitenziaria svolge un lavoro davvero delicato – ha dichiarato la comandante Maria Elisa Finauro ai microfoni di LaQtv – perché si tratta di gestire la persona umana, spesso in situazioni di difficoltà. Il nostro compito è coniugare la funzione di sicurezza con quella rieducativa, sia negli istituti per adulti che in quelli minorili. È un lavoro complesso e faticoso, ma capace di produrre risultati importanti».
Un concetto ribadito anche dalla direttrice della Casa Circondariale dell’Aquila, Barbara Lenzini, che ha sottolineato l’evoluzione del ruolo del Corpo negli ultimi decenni.
«Dal 1990 – ha spiegato – il compito della Polizia Penitenziaria è cambiato profondamente: dalla sola custodia si è passati anche alla partecipazione attiva nel percorso rieducativo. È un lavoro che richiede coraggio, rigore e fermezza, ma anche grande umanità. Operiamo con persone che vivono situazioni difficili, e proprio per questo è fondamentale insegnare il rispetto delle regole nel pieno rispetto della dignità della persona».
Una ricorrenza che non rappresenta soltanto un momento celebrativo, ma anche un’occasione per riflettere sul valore di un servizio essenziale per lo Stato e per la società, svolto ogni giorno con professionalità e senso del dovere.
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