20 Marzo 2026 - 10:06:19
di Marianna Galeota
Tre giorni prima del voto, la città dell’Aquila si trasforma in un’aula a cielo aperto sul futuro della giustizia italiana. La Camera Penale «E. Lopardi jr» ha scelto di chiudere la propria campagna referendaria non con un comizio per addetti ai lavori, ma con un incontro aperto ai cittadini, fissato nella sala conferenze dell’Hotel Castello, in zona Fontana Luminosa.
Il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, il quinto nella storia della Repubblica, chiede agli italiani di pronunciarsi sulla cosiddetta Riforma Nordio, dal nome del ministro della Giustizia Carlo Nordio. La legge costituzionale, approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025 ma senza raggiungere la maggioranza dei due terzi richiesta per l’entrata in vigore immediata, modifica alcuni articoli fondamentali della Carta: introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, sdoppia il Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti e istituisce un’Alta Corte Disciplinare con rango costituzionale. Il voto non richiede quorum, sarà sufficiente la maggioranza semplice dei suffragi validamente espressi.
A prendere la parola all’Hotel Castello è stato, tra gli altri, l’avvocato Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, eletto al XIX Congresso di Firenze dell’ottobre 2023 con 281 voti favorevoli. Penalista romano di lunga esperienza, difese, tra gli altri, il carabiniere Francesco Tedesco nel processo Cucchi, Petrelli ha fatto della riforma della magistratura il cardine della propria azione associativa. Accanto a lui si è seduto il dottor Catello Maresca, consigliere della Corte d’Appello di Campobasso, figura che ha portato all’incontro la prospettiva di chi lavora ogni giorno dentro le aule di giustizia.
Il tavolo dei relatori è completato dall’avvocato Gianluca Totani, componente della Giunta UCPI e da sempre tra i protagonisti del dibattito sulle garanzie processuali, dall’avvocato Marco Ferrone, presidente della Camera Penale dell’Aquila, dall’avvocato Fabio Alessandroni, componente del Comitato Sì Riforma e dall’avvocato Ersilia Lancia, assessore alle Pari Opportunità del Comune dell’Aquila, voce che unisce la competenza legale al mandato istituzionale. La moderazione è stata dell’avvocato Massimo Manieri, vice presidente della Camera Penale aquilana.
«Le ragioni del sì sono molto facili – afferma Lancia – perché la separazione delle carriere il doppio Csm, uno per i magistrati giudicanti e l’altro invece per i magistrati requirenti, l’Alta corte disciplinare, non sono attacchi scomposti alla magistratura, non sono un attentato alla Costituzione ma i naturali e necessari strumenti di completamento della costituzionalizzazione del processo penale repubblicano italiano. E’ questa una riforma necessaria».
L’evento tuttavia non si è limitato a essere una tribuna per il Sì. Gli organizzatori lo hanno presentato anche come uno spazio di informazione neutrale per chi ancora non ha letto il testo di riforma. Un dato tutt’altro che secondario: secondo diverse rilevazioni, una quota significativa degli elettori italiani si accosta a questo referendum con una conoscenza frammentaria dei contenuti tecnici del quesito, che, nella formulazione definitiva stabilita dal Decreto del Presidente della Repubblica del 7 febbraio 2026, elenca per intero gli articoli della Costituzione interessati dalla revisione.
Il dibattito politico, nel frattempo, resta diviso. Il centrodestra sostiene compatto il Sì. Le principali forze di opposizione, Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, si schierano per il No, evocando i rischi per l’indipendenza della magistratura requirente. Azione, guidata da Carlo Calenda, ha invece dato indicazione di voto favorevole, mentre Italia Viva ha lasciato libertà di coscienza agli iscritti. Contro la riforma si sono pronunciati anche oltre centocinquanta sindaci, tra cui i primi cittadini di Roma, Napoli, Torino e Firenze, e un ampio fronte di costituzionalisti, tra cui tre presidenti emeriti della Corte Costituzionale, raccolti nel comitato per il No.
L’incontro aquilano si inserisce in una campagna referendaria che ha visto le Camere Penali in prima linea su tutto il territorio nazionale, con una maratona oratoria svoltasi in Piazza Cavour a Roma dal 2 all’8 marzo e una manifestazione nazionale il 14 marzo. L’Aquila, città che porta ancora le cicatrici del sisma del 2009 e che conosce meglio di altre il rapporto spesso difficile tra i propri cittadini e le istituzioni, diventa così, per una sera, il palcoscenico di una delle sfide costituzionali più rilevanti degli ultimi vent’anni. Domenica e lunedì si vota, martedì si discute
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