20 Marzo 2026 - 10:56:25
di Tommaso Cotellessa
In questa giornata c’è un’aria diversa: non si tratta della solita giornata come le altre. Ve ne sarete accorti uscendo al mattino. A L’Aquila, lungo viale Corrado IV, i marciapiedi erano pieni di gente: un popolo in cammino, una comunità in festa, sorridente e tutta intenta a scambiarsi pacche e abbracci.
La giornata di oggi, infatti, non è una giornata come le altre, almeno non lo è per la comunità musulmana, che celebra la conclusione del mese sacro islamico del Ramadan con l’Eid al-Fitr, la festa che segna la fine del digiuno.
Per i fedeli, la giornata è iniziata all’alba, alle 6.50, con la preghiera nei luoghi di culto, per poi proseguire con le visite ai familiari e il tradizionale pranzo. Un appuntamento importante anche per le comunità abruzzesi, dove la presenza musulmana è stimata in oltre 55mila persone, pari al 4,3% della popolazione complessiva. Nel territorio comunale dell’Aquila l’incidenza si attesta intorno al 4,5%, con circa 3mila residenti.
In occasione della conclusione del Ramadan, Abdula «Duli» Salihi, presidente dell’associazione culturale Rilindja con sede nel capoluogo, ha rivolto un messaggio alla comunità musulmana abruzzese, richiamando i valori del dialogo e della convivenza. «Desidero far pervenire agli oltre 3.000 musulmani residenti all’Aquila e agli oltre 55.000 presenti in Abruzzo i miei auguri personali e quelli del direttivo per una serena conclusione del mese di Ramadan e per un gioioso Eid al-Fitr», afferma in una nota Salihi, ricordando anche che all’Aquila la giornata fa riferimento ai luoghi di culto presenti nelle aree di Bazzano e Pile.
Nel suo intervento, Salihi richiama il contesto segnato da conflitti e violenze e invita a riportare al centro «la conciliazione tra i popoli attraverso il dialogo e il confronto». Segue quindi il ringraziamento alle aziende che hanno concesso ai lavoratori musulmani un giorno libero in occasione della festività, definito come «un gesto di rispetto, nobiltà e umanità», che contribuisce a rendere il territorio un esempio positivo di inclusione e convivenza.
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