21 Marzo 2026 - 10:23:20
di Marianna Galeota
I reparti di Medicina interna sono in sofferenza, in generale, in tutte le regioni italiane, ma emergono situazioni di maggiore criticità soprattutto al Sud, come in Calabria e Sicilia e la situazione risulta critica anche in Abruzzo.
I dati emergono dall’indagine della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) condotta su 269 dipartimenti ospedalieri di Medicina interna.
I problemi sono innanzitutto legati all‘overbooking dei reparti, ovvero al sovraffollamento che costringe a soluzioni emergenziali per i pazienti, ed al cosiddetto boarding, cioè il tempo di permanenza prolungato in pronto soccorso a causa della mancanza di letti in reparto.
Una delle situazioni meno pesanti è quella della Toscana, almeno per quanto riguarda l’overbooking che è ad un tasso del 17%, contro il 100% della Calabria ed il 78% della Sicilia, mentre l’Abruzzo si attesta al 75%.
Peggiora il dato abruzzese del tempo di permanenza prolungato nei pronto soccorso che tocca il 100%.
I dati dell’indagine della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti dati regionali che emergono dall’indagine regione per regione: Sicilia 78% overbooking, boarding 94%; Lombardia 41% overbooking, boarding 88%; Puglia 47% overbooking, boarding 88%; Basilicata 33% overbooking; Calabria 100% overbooking, boarding 100%; FVG overbooking 33%; Emilia Romagna 48% overbooking, 81% boarding; Campania. 50% overbooking, 81% boarding; Marche 59% overbooking, 86% boarding; Umbria 60% overbooking, boarding oltre 50%; Abruzzo 75% overbooking, boarding 100%; Toscana 17% overbooking, boarding 61%; Sardegna 83% overbooking, boarding 83%; Veneto 41% overbooking, boarding 65%; Piemonte 50% overbooking; Trentino 50% overbooking; Lazio 50% overbooking, boarding 83%; Liguria 50% overboking, boarding oltre 50%; Molise oltre 50% overbooking.
Invecchia, intanto, la popolazione italiana che conta sempre più anziani ed aumenta la richiesta di cure ed assistenza ma, di contro, gli ospedali sono sempre meno a misura di ‘grandi vecchi’.
Il 77% dei ricoverati ha oggi più di 70 anni e più di 4 patologie croniche concomitanti: i reparti di Medicina interna sono i più indicati a trattarli, ma mancano un medico e un infermiere su 5, la metà dei reparti è in overbooking e due pazienti su tre pagano il prezzo del boarding nei pronto soccorso, passando ore se non giorni in lettiga aspettando un letto che non c’è.
Questi reparti, afferma Fadoi, «sono però sempre più in overbooking per carenza di letti, personale e dotazioni tecnologiche. Colpa di una loro obsoleta classificazione come reparti ‘a bassa intensità di cura’, quando la realtà odierna dice che proprio per l’età e la presenza di più patologie concomitanti oltre la metà dei ricoverati nelle medicine interne (il 50,9%) richiede invece una medio-alta intensità di cura. Essere considerati a bassa intensità di cura significa però avere diritto a meno personale, un minor numero di letti e di strumentazioni, e questo, avverte Fadoi, implica inevitabilmente un danno per i pazienti»
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