22 Marzo 2026 - 18:58:06

di Vanni Biordi

Venerdì 20 marzo, nella sala della Commissione consiliare «Garanzia e Controllo» del Comune dell’Aquila, si è tenuta una seduta convocata dai consiglieri Stefano Albano (Pd) e Paolo Romano (L’Aquila Nuova) per affrontare il futuro di circa 150 lavoratori precari impiegati nei servizi di supporto amministrativo e tecnico della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Al tavolo, però, erano assenti proprio i soggetti più attesi: il sindaco Pierluigi Biondi e, soprattutto, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. Un’assenza, quest’ultima, giudicata particolarmente grave, poiché è la Regione ad avere piena competenza sulla questione.

Il nodo è insieme normativo e finanziario. Albano e Romano hanno già ottenuto a livello parlamentare l’approvazione di emendamenti che estendono la possibilità di internalizzazione al personale tecnico e amministrativo delle Asl. Tuttavia, la Asl 1 non dispone della capacità assunzionale necessaria: il vincolo è economico e può essere sbloccato solo dalla Regione, attraverso la modifica dell’articolo 4 della legge regionale n. 9/2025, inserendo tra le priorità la tutela dei livelli occupazionali esistenti.

Senza questo intervento, la norma nazionale resta inapplicata. Di fronte all’assenza regionale, la Commissione ha reagito con tre iniziative: una lettera per convocare entro il 24 marzo la conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale, con l’audizione di lavoratori e sindacati; la redazione di una relazione tecnica sulla questione normativa; e la presentazione di un ordine del giorno in Consiglio comunale per coinvolgere i sindaci del territorio. Il caso aquilano evidenzia un problema più ampio: la precarietà strutturale nel personale sanitario pubblico richiede piani regionali organici, non singoli emendamenti emergenziali.

«Queste persone meritano risposte vere» dichiarano Albano e Romano. Ora la parola spetta alla Regione. In buona sostanza, la soluzione indicata dai due consiglieri passa per la modifica dell’articolo 4, comma 1, lettera a, della legge regionale n. 9/2025: occorre inserire, tra le linee prioritarie di razionalizzazione della spesa del personale amministrativo delle Aziende sanitarie locali, la tutela dei livelli occupazionali esistenti. È una norma specifica, di attuazione regionale, che sbloccherebbe il percorso di stabilizzazione. Senza, la legge nazionale rimarrebbe lettera morta.