24 Marzo 2026 - 09:11:03
di Martina Colabianchi
Il popolo italiano ha deciso fermando alle urne la riforma della giustizia targata Nordio-Meloni.
Anche in Abruzzo è stata netta la vittoria del No, con una percentuale del 51,77% contro il 48,23. Registrata, inoltre, un’affluenza sopra la media nazionale: a recarsi alle urne sono stati il 60,51% degli abruzzesi.
Festa ieri sera all’Aquila in piazza Regina Margherita per i comitati del No e le forze di opposizione. Nel centro cittadino si sono ritrovati in serata sostenitori e attivisti che hanno seguito la campagna nelle scorse settimane. Tra gli interventi, quello di Maura Manzi, giudice civile del tribunale aquilano, tra i più attivi per il No all’interno del comitato dei magistrati. «È un successo enorme – ha detto – un successo di comunità e di società civile. I cittadini hanno scelto di difendere lo Stato di diritto».
Manzi ha sottolineato come già dai primi incontri pubblici fosse emerso «un grande interesse» da parte dei cittadini, nonostante l’incertezza iniziale e l’assenza di indicazioni chiare dai sondaggi. «Abbiamo percepito da subito il bisogno di partecipare, capire, informarsi – ha aggiunto – e questo ci ha spinto a rafforzare la nostra iniziativa». Secondo Manzi, il voto «va oltre le appartenenze politiche» e riguarda direttamente i principi costituzionali.
In piazza anche vari consiglieri comunali tra i quali Stefania Pezzopane (Pd): «È stato un voto di grande coraggio e il risultato di un lavoro importante. Questo referendum dimostra che il confronto pubblico può ancora funzionare, se si parla di temi concreti».
Una manifestazione spontanea si è svolta nelle stesse ore anche a Pescara dal comitato regionale ‘Società civile per il No al referendum costituzionale’ per celebrare l’esito della consultazione. Nella centrale piazza Sacro Cuore, tra bandiere, striscioni e slogan, presenti esponenti politici del centrosinistra e rappresentanti di associazioni e cittadini.
L’esito del voto, secondo gli organizzatori, rappresenta anche un segnale politico a livello locale e regionale, con l’indicazione di una partecipazione attiva su temi istituzionali.
«Ora si facciano le vere riforme, che devono essere appropriate, equilibrate, riforme che non generino ‘mostri’ né di doppi Csm né di superpoliziotti», sono le parole del parlamentare Pd Luciano D’Alfonso.
«Apriamo da questo momento un cantiere di riforme – prosegue il parlamentare – che abbia la capacità e gli strumenti per facilitare le garanzie del cittadino quando è solo davanti alla macchina della giustizia e ha diritto a tutele di dignità, di rispetto e di quelle volontà investigative utili a dimostrare la verità e non la verosimiglianza attraverso un confronto dialogico che non trascuri nulla, men che meno le prove a favore dell’indagato. La giustizia non merita di essere deglutita né da patti elettorali né da storie che derivano dal passato».
«Hanno provato a spaccare il Paese costruendo una narrazione aggressiva e pericolosa. Hanno provato a tirare fuori i muscoli contro la Magistratura, usando la Costituzione – il commento del segretario abruzzese di Avs Daniele Licheri -. Ma il Paese ha saputo scegliere, mettendo la Costituzione e la sua eccezionale attualità al primo posto. Una controriforma della giustizia non discussa alle Camere e messa direttamente in pasto agli elettori. Nonostante questi tentativi antidemocratici della destra, ecco la risposta: l’alta partecipazione alle urne, che anche in Abruzzo ha raggiunto il 60.5.% e una vittoria affidata alle giovani generazioni che hanno scelto di affidarsi alla migliore garanzia per il loro futuro, non smontando la Costituzione ma chiedendo di darne piena attuazione».
L’esito referendario non influirà sull’azione di governo e sulle prossime scadenze politiche, invece, per il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri.
«Il primo Padre Costituente della nostra Repubblica è il popolo italiano che si è espresso attraverso il Referendum non condividendo e non approvando la nostra proposta di riforma della magistratura. Ne dobbiamo prendere atto e il popolo va rispettato. È evidente che non siamo stati sufficientemente bravi a comunicare ai cittadini il reale significato del voto e i contenuti positivi di una riforma necessaria. Un voto che comunque non incide sulla fiducia del Paese rispetto all’azione di governo del centrodestra, i voti ce li riprenderemo in occasione delle prossime scadenze politiche», ha detto.
«Ovviamente l’esito delle urne deve farci riflettere sul contenuto della riforma che non siamo riusciti a far capire come avremmo voluto – ha sottolineato il presidente Sospiri -. Ancora una volta il centrodestra ha dato prova di grande lealtà nei confronti dei cittadini, chiedendo a tutti loro di esprimersi sul tema, ben consapevoli della sua complessità e dei suoi tecnicismi, ma trattandosi di una materia tanto delicata era giusto permettere agli italiani di esprimersi in modo diretto. Al netto delle strumentalizzazioni, quello odierno non rappresenta certamente un voto politico di preferenza e lo dimostreremo nei prossimi appuntamenti alle urne, come del resto è accaduto a Pescara appena due settimane fa».
«Il Sì vince solo in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia. Tradotto: il Sì ha vinto solo nelle regioni amministrate dalla Lega».
Lo scrive sui social il coordinatore della Lega in Abruzzo, Vincenzo D’Incecco, consigliere regionale nella maggioranza guidata dal presidente Marsilio di FdI, aggiungendo che «se ami questo Paese devi essere in grado di rispettare le decisioni del popolo».
«La buona partecipazione è una vittoria di tutti. Ora – aggiunge – occorre continuare a lavorare per migliorare le condizioni di vita degli italiani e delle istituzioni del nostro amato Paese».
LAQTV Live