27 Marzo 2026 - 17:14:55
di Martina Colabianchi
«Il referendum ci ha ricordato una cosa semplice ma importante: in democrazia è il popolo che decide. È lui a parlare, ed è lui che ha sempre l’ultima parola. Il risultato non è quello che speravamo? Va bene così. Accettiamo la scelta, perché il popolo ha deciso, e questo va rispettato. Sempre».
Sono le parole del coordinatore provinciale di Fratelli D’Italia L’Aquila, Claudio Gregori, cui fanno eco quelle della coordinatrice comunale Daniela Ianni, che ha aggiunto: «Il rispetto per il risultato non può e non deve tradursi in un arretramento rispetto a un percorso di riforma che riteniamo giusto e necessario per il Paese».
«Voglio dirlo chiaro: non ha vinto la politica, non ha vinto chi ha parlato più forte o chi pensava di avere ragione. Ha vinto il popolo. La sua voce, la sua scelta, è quella che conta davvero. E dobbiamo essere i primi a riconoscerlo, a dire “bravo”. Quando il popolo parla, ci insegna cosa significa responsabilità e democrazia. Accettare una sconfitta non è segno di debolezza. È un momento per fermarsi, respirare, riflettere. Ci ricorda che chi governa è al servizio della comunità, e non il contrario. Il potere non appartiene a noi: appartiene a chi ci ha dato fiducia. E questa fiducia va rispettata sempre, con impegno, coerenza e cuore», ha continuato Gregori.
«La politica è servizio. Serve ascoltare, capire, stare accanto alle persone. Serve lavorare con passione e con la testa e il cuore sempre aperti. Il popolo ha vinto, e la sua vittoria è più grande di noi. È la sua scelta che guida chi governa, ed è da essa che dobbiamo prendere forza per continuare a fare bene. Oggi voglio dire grazie a chi ha partecipato, a chi ha scelto, a chi ha alzato la voce e fatto sentire la propria opinione. Anche se il risultato non è quello che speravamo, ci rafforza. Ci ricorda perché facciamo politica: per il popolo, con il popolo, grazie al popolo. E questo, più di ogni altra cosa, è ciò che conta davvero».
Dopo la vittoria del No ai seggi, sono giorni di fibrillazione all’interno del partito guidato da Giorgia Meloni e nella coalizione di governo, ma il motto, sia a livello nazionale che locale, è quello di andare avanti con il programma a testa alta.
«Come Fratelli d’Italia – ha detto ancora Ianni – abbiamo mantenuto un impegno chiaro assunto anche sul territorio aquilano: sostenere con determinazione una riforma della giustizia che rafforzi le garanzie, restituisca equilibrio al sistema e assicuri maggiore libertà ai cittadini. Non abbiamo difeso un’ideologia, ma una visione concreta di giustizia giusta, condivisa nel tempo da esponenti di diversa appartenenza politica, sia di centrodestra che di centrosinistra, che negli anni hanno riconosciuto la necessità di interventi come la separazione delle carriere e una revisione complessiva dell’assetto».
«In questa campagna referendaria – sottolinea – gran parte di noi si è spesa ogni giorno, con impegno e senso di responsabilità, incontrando amministratori, professionisti, cittadini, realtà associative e mondo del lavoro. Un confronto continuo, sui territori, fatto di ascolto e di presenza, per spiegare le ragioni di una riforma che ritenevamo fondamentale per il futuro della giustizia italiana».
«È giusto, tuttavia, aprire anche una riflessione interna – aggiunge –. Forse non siamo riusciti a spiegare fino in fondo il senso profondo di questa riforma, forse i toni non sempre sono stati quelli più efficaci per coinvolgere i cittadini. Ma resta il fatto che ci siamo spesi con serietà per sostenere un progetto che in molti, anche fuori dal nostro campo politico, hanno definito giusto. Da parte nostra – conclude – continueremo a lavorare con responsabilità e concretezza, nel solco dei programmi del Presidente Meloni e di Fratelli d’Italia, rimettendo al centro i contenuti e non le contrapposizioni. È fondamentale che il centrodestra sappia ritrovare una sintesi e un’unità d’azione in vista dei prossimi appuntamenti importanti, perché solo così potremo dare risposte efficaci ai cittadini e portare avanti quelle riforme che l’Italia attende da troppo tempo».
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