27 Marzo 2026 - 10:52:02

di Tommaso Cotellessa

Il risultato del referendum costituzionale sull’autogoverno della magistratura, svoltosi il 22 e 23 marzo, continua ad alimentare il dibattito politico a tutti i livelli. Dalle ripercussioni nazionali, con dimissioni e tensioni nei vertici istituzionali, fino al piano locale, il confronto resta acceso anche a L’Aquila.

Al centro della discussione, nelle ultime ore, sono finite alcune dichiarazioni del sindaco Pierluigi Biondi. All’indomani della vittoria del No alla riforma promossa dal ministro Carlo Nordio, il primo cittadino ha riconosciuto “un significativo ritorno alla partecipazione”, evidenziato dall’alta affluenza alle urne. Tuttavia, ha anche accusato una “minoranza rumorosa” di sinistra di inquinare il dibattito pubblico con fake news.

A far discutere, inoltre, è stata l’interpretazione del risultato in ambito locale: secondo quanto sostenuto dal sindaco, L’Aquila si sarebbe distinta tra i comuni più favorevoli al Sì, nonostante i voti a sostegno della riforma si siano fermati al 47,7%. Biondi ha inoltre collegato il tema alle future elezioni politiche del 2027, affermando che l’esito del referendum non rappresenta un indicatore affidabile per le prossime amministrative. Il tutto è stato accompagnato da toni sprezzanti nei confronti di quelli che il sindaco ha definito come “attivisti della domenica e polemisti militanti” e “ululanti con bandiera sovietica…relitti della storia”, per poi bollare le manifestazioni seguite all’esito del voto come “feste sguaiate”.

Sono queste le dichiarazioni che hanno suscitato la reazione delle forze di opposizione. Dopo i primi interventi dei gruppi consiliari, è arrivata oggi la presa di posizione della federazione del Passo Possibile, con Americo Di Benedetto, il presidente Fabrizio Ciccarelli e i consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia.

Nel loro intervento, gli esponenti definiscono “paradossale” il comportamento del sindaco, spostando l’attenzione non tanto sul merito politico quanto sui toni utilizzati. Secondo la federazione, si tratterebbe di un linguaggio “sopra le righe, divisivo e a tratti scortese”, non adeguato al ruolo istituzionale ricoperto dal primo cittadino.

Una critica che si estende anche allo stile comunicativo più generale della classe dirigente nazionale, ritenuto sempre più improntato allo scontro e alla contrapposizione. Un clima che, secondo l’opposizione, rischia di riflettersi anche sul contesto locale.

Nel documento si sottolinea come L’Aquila, soprattutto nell’anno in cui è Capitale italiana della Cultura 2026, abbia bisogno di equilibrio, unità e capacità di dialogo. “Non è un palco”, evidenziano gli esponenti del Passo Possibile, ribadendo la necessità di un’amministrazione che rappresenti l’intera comunità e non solo una parte.

Infine, viene posto l’accento su quello che viene definito il dato politico più rilevante: il ritorno alla partecipazione di migliaia di cittadini, tra cui molti giovani. Un segnale di rinnovato impegno civico che l’opposizione intende valorizzare, rilanciando la proposta di un’amministrazione inclusiva, capace di unire e non di dividere.