27 Marzo 2026 - 09:24:24
di Redazione
Al Teatro-Studio di Piazza d’Arti, a L’Aquila, il mese di marzo si conclude con il debutto di “Pseudopseudolo”, commedia liberamente tratta da Tito Maccio Plauto, che dimostra come il teatro classico possa essere sorprendentemente contemporaneo.
In scena Alberto Santucci, Alessandra Tarquini e Michele Di Conzo.
Regia e musiche di Eugenio Incarnati.
Lo spettacolo nasce dall’incontro tra rigore culturale e gioco teatrale, restituendo al pubblico l’energia più viva e comica della tradizione plautina. Già dal titolo, Pseudopseudolo, si dichiara l’omaggio alla celebre “commedia perfetta” e alla poetica di Plauto: il piacere del teatro come finzione dichiarata, la rottura della quarta parete, il gusto per il travestimento, l’inganno e il meccanismo scenico che si mostra mentre funziona.
È proprio con Plauto che il teatro occidentale conquista una nuova libertà espressiva, destinata a influenzare profondamente autori e attori dei secoli successivi. La sua eredità attraversa la commedia dell’arte, arriva a Shakespeare, Molière e Goldoni, consegnando alla storia quei celebri “tipi fissi” — il servo astuto, il vecchio avaro, il giovane innamorato, il soldato fanfarone — maschere universali dell’animo umano capaci di adattarsi a ogni epoca senza perdere forza e riconoscibilità.
Il servo plautino, ironico e irriverente, è tra i progenitori più evidenti della tradizione teatrale italiana: basti pensare a Pulcinella, figura capace di stare dentro e fuori la storia, commentarla e piegarla ai propri interessi, simbolo di un teatro insieme popolare e colto. Attraverso questi modelli, il teatro italiano ha costruito una vera e propria filosofia della scena, riconosciuta in tutta Europa.
Su tali basi nasce la scrittura scenica originale di Pseudopseudolo: un adattamento dinamico in cui tre attori interpretano tutte le funzioni dei sette personaggi principali e dei numerosi ruoli secondari previsti dal testo plautino, trasformando la rappresentazione in un continuo gioco metateatrale.
Lo spettacolo va in scena al Teatro-Studio di via Ficara, spazio culturale attivo nel tessuto sociale aquilano, dove il teatro diventa strumento educativo, inclusivo e trasformativo. Accanto alla programmazione artistica, l’Associazione Teatrabile promuove durante tutto l’anno attività formative rivolte al mondo della scuola e a contesti di fragilità sociale, sviluppando percorsi culturali permanenti. Un’idea di teatro che non si limita alla rappresentazione, ma agisce concretamente nella comunità.
«Fare Plauto oggi significa dedicarsi a un teatro che attraversa i secoli trasformandosi e restando fedele a se stesso. Plauto dialoga idealmente con Shakespeare attraverso il “teatro nel teatro”, anticipando molti elementi della modernità scenica e dimostrando come la vera innovazione sia spesso una forma di memoria attiva».
Pseudopseudolo si presenta così come uno spettacolo-ponte tra le epoche: un gioco comico e informale capace di parlare a giovani e adulti, riportando al centro la gioia, l’intelligenza e la libertà del fare teatro.
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