27 Marzo 2026 - 18:47:07
di Redazione
«Nel corso della sua infaticabile carriera, mio padre aveva ricevuto diverse richieste di diventare socio di prestigiosi studi legali siti in altre zone d’Italia. Lui, però, non si spostò mai da questa città: condusse qui tutta la sua esistenza, trasmettendo a noi fi-gli valori intramontabili come l’etica del lavoro, l’onestà e la giustizia. Emozionante vedere, oggi, come sia ancora vivido il suo ricordo tra la sua gente. Ringrazio l’avvocato Giovanni Marcangeli che si è fatto promotore della richiesta e il sindaco che ha messo il cuore in questa iniziativa».
Con i colori di queste parole, è stato l’avvocato Massimo Lucci, figlio dell’illustre e compianto Alcide, a raccontare pezzi di vita e pagine di storia del papà, che dedicò i suoi giorni e le sue notti allo studio e alla pratica della giurisprudenza, esercitando la professione forense in maniera impeccabile, fino quasi al giorno della sua morte, avvenuta nel febbraio del 2006.
«La sua vita non fu facile, – ha continuato il figlio, giunto in sala consiliare assieme ai fratelli Maurizio, Mario e Marcello – perse il padre da giovanissimo. A noi figli raccontava sempre un aneddoto che riguardava un suo collega, l’ottimo civilista Co-simati, originario di Cese. Quest’ultimo aveva frequentato il Liceo affrontando tutti i giorni, con salite e discese, il Monte Salviano. Voleva dire a tutti noi “figli miei, cit-tadini della mia città, sappiate sempre che quello che si è conquistato va mantenuto, con l’impegno a non considerarsi mai arrivati».
Ancora una strada intitolata ad un figlio eccellente della terra avezzanese, situata nella zona nord e proprio in prossimità della nuova casa comunale: Lucci fu assessore in Provincia alla fine degli anni ’50 e poi sindaco di Avezzano. Riuscì, con determinazione e visione, a portare le istanze della Marsica in Regione: nel 1970, venne infatti eletto per la prima volta come consigliere regionale nelle liste della Democrazia Cristiana: quella fu la prima legislatura della Regione Abruzzo.
«Con quest’intitolazione – ha commentato il sindaco Gianni Di Pangrazio – diamo riconoscibilità a chi ha fatto la storia e a chi ha lasciato qualcosa di suo ad Avezzano. Siamo partiti subito con la macchina am-ministrativa e, in tempi molto brevi, siamo riusciti a portare avanti questa bellissima iniziativa, con il coinvolgimento diretto del nostro Presidente del Consiglio comunale, l’avvocato Ridolfi. Lucci, politico a 360 gradi, venne chiamato a redigere il primo Statuto della Regione; era un luminare della legge, ma decise anche di dedi-carsi alla crescita della sua città. Fu un uomo tecnico che sapeva guardare avanti».
Hanno partecipato alla cerimonia di stamattina il vicesindaco Di Berardino, gli assessori Babbo e Basilico e i consiglieri comunali Antidormi, Chiantini e Seritti. In una sala gremita, molti volti noti che hanno fatto la storia politica della Marsica co-me Antonio Di Matteo (oggi nel CdA dell’INPS), Mario Panunzi, Ezio Stati e Gio-vanni Pitoni. Immancabili oggi, per omaggiare la figura di Lucci, anche gli ex presi-denti dell’Ordine degli Avvocati della città, Sandro Ranaldi e Franco Colucci.
Attraverso un messaggio inviato al sindaco, lo ha voluto ricordare anche il consigliere regionale Massimo Verrecchia, con queste parole: «Ricordare personalità come Lucci significa rendere omaggio a uomini che hanno contribuito in maniera determinante alla crescita civile, economica e sociale di Avezzano e dell’intera Regione. La sua attività di avvocato, il suo impegno politico e il ruolo svolto nelle istituzioni restano un esempio prezioso per le future generazioni».
Hanno omaggiato la sua me-moria con ammirazione, rispetto, legame affettuoso e sguardo lucido il presidente dell’Ordine degli Avvocati Roberto Di Pietro, il presidente della Camera Penale An-tonio Pascale e il presidente della Camera civile Gianluca Tarquini. Lo stesso avvocato Marcangeli, che assieme a Lucci e ad altri 4 straordinari avvocati redasse lo statuto fondativo della Camera Penale, ne ha rimarcato l’empatia e la vicinan-za ai giovani professionisti: «Con Lucci – ha detto – incominciammo un cammino di incontri a livello nazionale. Fu chiamato dalla Commissione Pisapia al Ministero della Giustizia per essere consultato in rappresentanza delle Camere Penali d’Italia per la riforma del codice di procedura penale. Ringrazio il sindaco Di Pangrazio che agli albori dell’organizzazione di questa intitolazione, mi disse: Ad Alcide non possiamo intitolare una strada qualsiasi, dobbiamo trovare qualcosa che sia degno del suo nome».
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