28 Marzo 2026 - 19:47:21

di Angelo Liberatore

Dopo il referendum sulla riforma della giustizia le forze progressiste della provincia dell’Aquila rilanciano il progetto di un cammino comune e condiviso. Partito Democratico, Socialisti, Sinistra Italiana, Movimento Cinque Stelle e poi anche Abruzzo Insieme ed Italia Viva mettono il primo mattone con una conferenza stampa unitaria per l’analisi del voto. La premessa, importante, è che si sbaglierebbe di grosso ad ascrivere il successo del fronte del “No” solo all’azione dei partiti.

Tante energie esterne si sono mobilitate e la parola d’ordine è intercettarle, come si evince dalle parole del Segretario provinciale aquilano del Partito Democratico Stefano Albano.

«È stata una vittoria prima di tutto di cittadine e cittadini liberi, di molte energie che si sono mobilitate, associative, società civile, mondo sindacale. Noi, con umiltà, vogliamo dare un segnale di unità e dire che nelle prossime settimane nei prossimi mesi noi vorremo intercettare queste energie».

«Energie che in vista del referendum si sono mobilitate per dire “no” anche a questo governo, a Fratelli d’Italia che vedeva questa riforma come parte integrante del suo programma».

«Un “no” che arriva forte anche sul territorio aquilano, ma non si traduce automaticamente in un’alternativa di progetto: darle corpo è la responsabilità che sta sulle spalle del centrosinistra». Guardando le cifre post referendum la Provincia dell’Aquila resta un territorio complesso.

Infatti, se a livello numerico assoluto il “sì” ha ricevuto maggiori consensi una lettura più profonda e articolata restituisce la sostanziosa contrazione del consenso in capo al centrodestra.

Puntualizza Stefano Albano: «In provincia dell’Aquila ha vinto il “sì” e questo è un dato incontrovertibile che ci richiama ad una ancora maggiore responsabilità». «Però, se noi paragoniamo questi dati ai voti delle regionali di due anni fa, vediamo che in provincia dell’Aquila il centrodestra perde il diciassette per cento dei voti. E poi c’è il dato dell’Aquila città, dove addirittura il “no” si afferma con una vittoria al 52 per cento: da questo scenario noi vogliamo ripartire».

Uno scenario venuto fuori con una affluenza alle urne alta (oltre il 68%). Segno che i cittadini hanno voglia di partecipazione, ma al contempo sono stanchi di una politica fatta solo di slogan.

Ed il campo progressista della provincia aquilana è pronto a raccogliere questo spunto, come viene fuori dalle parole di Fabrizio Giustizieri segretario provinciale aquilano di Sinistra Italiana. «Le persone che hanno votato – dichiara – lo hanno fatto per la difesa della Costituzione: un tema alto, che non è solamente il tema della modifica tecnica che la riforma portava con sé modificando la Carta costituzionale. Il voto investe tutto il contesto».

«Le persone che hanno votato ci stanno chiedendo di alzare il tiro della discussione: se noi oggi, come partiti, pensiamo di ingabbiarla in una sterile diatriba politichese non abbiamo capito nulla di quello che è avvenuto alle urne il 22 e 23 marzo».

«Noi – conclude Fabrizio Giustizieri – come strutture politiche dobbiamo metterci al servizio di questa domanda alta, convogliare queste energie e costruire un patto che rispetti questa ondata costituente-repubblicana e si trasformi in azione politica concreta».