30 Marzo 2026 - 11:02:01
di Marianna Galeota
A gennaio del 2020, nelle primissime fasi della pandemia da Covid 19, l’OMS ha creato il primo Network di Laboratori di Riferimento per il SARS-CoV-2 con l’obiettivo di fornire test di conferma ai Paesi con capacità limitate o addirittura nulle.
Dopo l’emergenza pandemica, nel 2023, l’OMS ha deciso di ampliare e rivedere portata, obiettivi e termini di riferimento, istituendo CoViNet: la nuova Rete per i Coronavirus con capacità epidemiologiche e di laboratorio potenziate, che includono: competenze in materia di salute animale e sorveglianza ambientale, altri coronavirus come il MERS-CoV e l’identificazione di nuovi coronavirus che potrebbero impattare negativamente sulla salute umana.
All’inizio CoViNet comprendeva 35 laboratori di 28 Paesi. Per raggiungere una copertura globale, nel 2025 sono stati aggiunti altri 21 Laboratori. A marzo del 2026 anche l’IZS dell’Abruzzo e del Molise è entrato nella Rete che oggi può contare su 58 laboratori dislocati in 35 Paesi.
«Il Network CoViNet riunisce i più importanti Laboratori e Centri di ricerca mondiali che si occupano di salute umana, animale e di tutela ambientale: dagli Stati Uniti al Giappone, dal Sudafrica all’India – dichiara il DG dell’Istituto Nicola D’Alterio – farne parte conferma il ruolo di primo piano del nostro Istituto nello scacchiere della ricerca multidisciplinare a livello internazionale e rafforza la nostra posizione, direi anche credibilità, per quanto riguarda l’approccio One Health che rappresenta un principio fondamentale della missione di CoViNet. Lo conferma il fatto che dei 58 Laboratori del Network solo 6 – e noi tra questi – sono dell’area della sanità animale, la maggior parte dei Laboratori della Rete si occupa di salute umana, come l’Istituto Spallanzani che è l’altro partner italiano di CoViNet».
Alcuni Laboratori della Rete, come l’IZS dell’Abruzzo e del Molise, svolgono anche il ruolo di Laboratorio di Riferimento per la FAO e per l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (WOAH), promuovendo così la collaborazione con queste Organizzazioni che lavorano per lo stesso obiettivo. Va ricordato in proposito che l’IZS dell’Abruzzo e del Molise è sede di 8 Centri/Laboratori WOAH, 2 Centri/Laboratori dell’Unione Europea e 4 Centri FAO, tra cui il Centro di Referenza per i Coronavirus Zoonotici.
L’attenzione sui Coronavirus va mantenuta alta perché il MERS-CoV continua a rappresentare una minaccia per la salute globale con casi ancora segnalati, per quanto sporadici. Nel 2025 sono stati registrati 17 casi di infezione da MERS-CoV nella Penisola Arabica, di cui 4 fatali. Nei primi giorni di dicembre dello stesso anno, 2 casi sono stati segnalati in Francia, in due viaggiatori di rientro dalle zone endemiche.
Pertanto la capacità dei test molecolari è essenziale per la sorveglianza e la diagnosi dei casi sospetti di una malattia al momento confinata, ma che potrebbe uscire fuori dalla sua area di endemia. Per potenziare la capacità dei test nei Laboratori con risorse limitate nelle aree endemiche, in questi anni CoViNet ha supportato l’acquisto e la distribuzione di kit RT-PCR per MERS-CoV in 11 Paesi ad alto rischio dove è più probabile che il virus emerga. Ne hanno beneficiato soprattutto i Paesi del Mediterraneo orientale classificati ad alto rischio per MERS-CoV tra cui Yemen, Libia, Pakistan, Somalia, Libano, Afghanistan, Marocco, Iran, Siria e Sudan.
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