30 Marzo 2026 - 09:17:57
di Marianna Galeota
Stava programmando una strage a scuola.
Per questo i carabinieri del Ros hanno arrestato un 17enne pescarese, residente in un comune dell’Alto Tevere umbro, al quale vengono contestati anche i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa oltre che detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Secondo le indagini, il ragazzo stava lavorando alla fabbricazioni di armi e di ordigni chimici. Secondo quanto si apprende dall’ordinanza di custodia cautelare, il giovane avrebbe avuto intenzione di colpire un liceo artistico della città.
Seguiva un gruppo Telegram incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della ‘razza ariana’. L’operazione del Ros si è svolta tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.
Le indagini, coordinate dalla Procura dei minori dell’Aquila che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, ha accertato che il 17enne cercava manuali e informazioni per la fabbricazione di ordigni bellici e armi da fuoco.
Tra il materiale sequestrato ci sono anche documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto in una chiara cornice di finalità terroristica.
Il minorenne, inoltre, cercava informazioni anche sulla costruzione di armi in 3D e sulla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”.
Nel gruppo Telegram di cui faceva parte, ‘Werwolf Division’ si celebravano anche le ‘gesta’ degli autori dei cosiddetti mass shooting, le stragi di massa, come Brenton Tarrant, autore dell’attentato alle moschee di Christchurch, e Anders Behring Breivik, responsabile degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya nel 2011, elevati a “santi” per incentivare l’emulazione. È emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School.
I carabinieri hanno effettuato sette perquisizioni nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo.
Tutti, indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, sono inseriti in un giro internazionale composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista, particolarmente affascinati dalla violenza e l’estremismo.
Il 17enne era già stato perquisito nell’ambito di un’indagine condotta a Brescia nei confronti di persone tutte sospettate di appartenere a gruppi virtuali di estrema destra con posizioni radicali neonaziste, suprematiste, xenofobe e antisemite.
Sono stati gli stessi inquirenti dell’attuale operazione a spiegare che l’indagine avviata nell’ottobre scorso è stata originata dalla precedente attività antiterrorismo (indagine “Imperium”) conclusa nel luglio 2025 dalla sezione anticrimine carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di quella città nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione della misura cautelare.
In Lombardia un bresciano di 21 anni venne raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Vennero disposte dal pm 26 perquisizioni su tutto il territorio nazionale. In particolare l’indagine si era sviluppata attraverso il monitoraggio dei profili social Telegram e TikTok del ventunenne.
Le investigazioni si erano quindi estese ad altri canali social, consentendo di identificare ulteriori 29 membri, molti dei quali di età compresa tra 18 e 25 anni (cinque dei quali minorenni all’epoca dei fatti), residenti su tutto il territorio nazionale e sottoposti a indagine.
«Il caso del 17enne pescarese arrestato con l’accusa, tra l’altro, di detenzione di materiale con finalità di terrorismo è la conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente anche lavorando con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme delle soluzioni, perché non c’è soltanto il divieto per i minori», ha commentato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
«Anche questo ragazzo era collegato con i social e utilizzava informazioni, almeno così ho letto dalle prime notizie, per procurarsi armi, esplosivi e quant’altro», ha aggiunto a margine di un convegno sulla scuola e sulle prospettive educative – È una grande sfida, purtroppo è il tema del momento ed è un tema molto drammatico».
Sul limite all’utilizzo dei social «ritengo che il disegno di legge che stanno discutendo in Parlamento sia molto equilibrato e cioè il divieto sino a 14 anni. È quello che più o meno si sta facendo anche in altri Paesi, in Australia è stato fissato a 16, però in linea di massima è fissato ai 14 anni. C’è da risolvere anche il problema della privacy, che è un problema serio, oggettivo, che però a mio avviso può essere superato. È un tema, questo, che dobbiamo affrontare con grande urgenza e con grande senso di responsabilità».
«Sarebbe assurdo – ha sottolineato – immaginare metal detector all’ingresso di qualsiasi scuola. Però ci sono molte realtà difficili, complicate, dove oggettivamente c’è un disagio, dove gli insegnanti e gli studenti sanno che magari ci sono compagni che portano coltelli in classe», ha aggiunto il ministro parlando degli ultimi casi di cronaca, come quello di Trescore Balneario dove uno studente ha accoltellato un’insegnante a scuola.
«In quei casi, dove ci sono realtà difficili, la scuola deve poter chiedere alle istituzioni protezione nei confronti degli studenti e nei confronti del personale scolastico. Il caso di Trescore è oggettivamente anche difficile da prevedere, perché poi non possiamo immaginare che tutto sia previsto. Poi ovviamente c’è anche il tema del divieto di portare armi, sapete quanti coltelli vengono individuati con i metal detector? È impressionante, ho una scuola di Bologna, ho saputo, parlando anche con la preside, la quantità di armi improprie che sono state individuate all’ingresso della scuola. Allora io ritengo che un ragazzo non debba portare per le strade, per le piazze e a maggior ragione in una scuola, dei coltelli, delle armi improprie Il metal detector è uno dei tanti strumenti, non è quello che risolve tutto».
«Preoccupazione e sgomento per la crescita della violenza giovanile e per il riemergere di ideologie di estrema destra che trovano terreno fertile negli spazi online. La notizia del 17enne arrestato a Perugia, inserito in ambienti neonazisti e suprematisti e intento a progettare attentati impone una riflessione urgente», ha dichiarato la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti.
«Non è un caso isolato – ha continuato – ma si inserisce in un quadro più ampio, come dimostrano anche episodi recenti di pianificazione di attentati, tra cui quello ai danni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni maturati anch’esso in ambienti neofascisti e neonazisti. Stiamo presentando un’interrogazione al ministro Valditara e – conclude Piccolotti – al sottosegretario Barachini per sapere quali misure intendano adottare per contrastare la diffusione di razzismo, neonazismo e suprematismo online soprattutto tra i più giovani».
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