01 Aprile 2026 - 13:58:20
di Vanni Biordi
Le vertenze sindacali sono come le valanghe: non si fermano perché è domenica, e non rispettano le festività. Visto il periodo, il paragone calza a pennello. La data di ieri, nel pieno della settimana Santa ha consegnato ai lavoratori di Aura Materials un paradosso in forma di comunicato, il riconoscimento della cassa integrazione straordinaria da un lato, la scadenza del pagamento della mensilità di dicembre dall’altro. Quasi 151mila euro che l’attuale gestore avrebbe dovuto versare.
C’è un problema però, non l’ha fatto. Il punto non è solo economico. È simbolico. Quando una data porta insieme una buona notizia e un inadempimento, dice qualcosa di preciso sul meccanismo che governa la vertenza. Si avanza, ma a strappi. Si promette, ma con ritardo. E i lavoratori, quelli reali, non quelli delle dichiarazioni, vivono nell’intervallo tra le due cose.
Paolo Romano, consigliere comunale di “L’Aquila Nuova”, sceglie questi giorni di festività per ricordare che «abbiamo il dovere di non fermarci». È una frase che suona retorica finché non si considera il contesto. In Italia, le vertenze industriali tendono a “congelare” tra il 24 dicembre e il 7 gennaio, tra Pasqua e Pasquetta. Le istituzioni rallentano. I tavoli si svuotano. I lavoratori restano. La richiesta del consigliere comunale è precisa: la I Commissione deve tornare a riunirsi, con l’Inps seduto al tavolo di lavoro e la promessa di Mival sugli arretrati come punto aperto da chiudere.
Romano auspica che già nelle prossime ore, «insieme con il presidente Vittorini», si possa calendarizzare una nuova Commissione Bilancio, «così come concordato nell’ultima seduta». Quella frase, «così come concordato», è la più importante dell’intero documento. Non perché sia nuova, ma perché ricorda che esiste già un impegno preso. E che gli impegni presi nelle sedute istituzionali non si possono ignorare tra un pranzo di Pasqua e un’arrostata di Pasquetta. «La fiducia deve andare di pari passo con la costanza», sostiene Romano.
È una formula che sembra ovvia. Ma non lo è affatto. Nella gestione delle crisi industriali, la fiducia si costruisce esattamente dove è più scomodo costruirla, nei momenti in cui sarebbe più facile aspettare. Pasqua è uno di quei momenti. I lavoratori hanno il diritto di sapere che le sue istituzioni non vanno in vacanza mentre fanno i conti con buste paga che non ci sono. Un tavolo vuoto non è mai neutro, è sempre una scelta
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