02 Aprile 2026 - 18:09:31

di Martina Colabianchi

La Fp Cgil Abruzzo Molise ha proclamato lo stato di agitazione per i dipendenti della Giunta regionale d’Abruzzo.

La decisione è giunta al termine di un’assemblea partecipata nella quale, secondo il sindacato, sono emerse numerose criticità ancora senza soluzione.

A illustrarle è il segretario generale Luca Fusari, che indica tra i nodi principali il lavoro agile, «nella maggior parte dei Dipartimenti unilateralmente ridotto a sole 6 ore settimanali», senza motivazioni riconducibili, secondo il sindacato, alla corretta applicazione del Ccnl e del disciplinare vigente. Tra le questioni segnalate figurano anche le progressioni orizzontali 2021, con i dipendenti ancora in attesa della liquidazione degli importi spettanti, e le progressioni verticali in deroga, le cui procedure non risultano ancora avviate. La Fp Cgil richiama inoltre ritardi nei pagamenti di straordinari e rimborsi missione, la definizione dei criteri per i differenziali stipendiali, la riformulazione del welfare e la pubblicazione dei nuovi avvisi.

Nel documento si fa riferimento anche al regolamento sugli incentivi per le funzioni tecniche, non ancora approvato dopo tre anni, e all’applicazione del Decreto Pa, su cui, secondo il sindacato, non vi sarebbero ancora novità. Tra le criticità indicate anche la sicurezza degli edifici, con infiltrazioni d’acqua segnalate nella sede regionale di via Passolanciano a Pescara, nelle biblioteche di Lanciano e Vasto e nel magazzino librario della biblioteca Delfico. Citata anche la situazione della biblioteca ‘Salvatore Tommasi’ dell’Aquila, che resta chiusa al pubblico senza indicazioni sui tempi di riapertura o su un eventuale reinsediamento nel centro storico, nonostante nel 2026 la città sia Capitale italiana della Cultura.

A tutto questo, aggiunge Fusari, «si accompagna un atteggiamento dell’Amministrazione di chiusura ad ogni tentativo di interlocuzione come conferma la nota di diniego del Direttore generale della Re-gione Abruzzo Vincenzo Rivera ad un incontro richiesto dai Segretari generali di Funzione pubblica Cgil e Cisl e dal Coordinatore Uil sul tema del lavoro agile».

«Non hanno lasciato altra soluzione che chiedere la procedura di conciliazione davanti al Prefetto del cui esito si relazionerà ai dipendenti per intraprendere, insieme, eventuali ulteriori iniziative di mobilitazione», chiosa il segretario generale Fp Cgil.