02 Aprile 2026 - 09:07:09
di Vanni Biordi
C’è una domanda che nessuno fa mai, ma che tutti, ogni tanto, si portano dentro quando si avvicina una festa grande, come la Pasqua, ad esempio: chi pensa a chi non ha nessuno con cui festeggiare?
Domani pomeriggio, a Villa Dorotea di Scoppito, in provincia dell’Aquila, quella domanda riceverà una risposta concreta. Roberto Naccarato e il gruppo musicale Melody saliranno sul palco, o meglio, entreranno in una sala, non per esibirsi, ma per stare insieme. Per fare compagnia. Per trasformare alcune ore di un venerdì di Pasqua in qualcosa che assomigli a una casa. A una famiglia. A degli amici.
Il Centro di Riabilitazione per anziani di Scoppito ospita persone che hanno già dato tutto, anni, energie, spesso anche i propri affetti. La vecchiaia, quando è assistita in struttura, porta con sé un paradosso sottile perché si è circondati di persone, eppure ci si può sentire profondamente soli. Le feste amplificano questo silenzio. Natale, Pasqua, Ferragosto, i calendari della gioia collettiva diventano, per chi non ha famiglia vicina, misuratori impietosi di distanza. È qui che la musica fa qualcosa che la medicina non può fare da sola. Non guarisce, ma ricorda. Una canzone familiare non è solo melodia e ricordo, è una chiave che apre le stanze della memoria che si credevano chiuse e impolverate.
Un brano degli anni Sessanta può restituire, per qualche minuto, l’immagine di una cucina, di un ballo, di una voce o una persona perduta. Gli studi di musicoterapia lo confermano da decenni, la risposta emotiva alla musica resiste anche là dove altre facoltà cognitive cedono. Ma c’è qualcosa che va oltre la scienza, in quello che accadrà domani a Villa Dorotea. C’è una scelta. Roberto Naccarato e i Melody avrebbero potuto trascorrere il venerdì prima di Pasqua altrove. Con altre persone. Con la famiglia. Hanno scelto di no. E questa scelta, silenziosa, non gridata, è forse il messaggio più potente dell’intera iniziativa.
Viviamo in un tempo che celebra il volontariato quando fa rumore, quando è fotografabile, quando produce contenuto. Il gesto di domani è diverso, è intimo, quasi discreto. Nessuna telecamera trasmetterà in diretta. Nessun algoritmo lo amplificherà. Eppure, per gli ospiti di quella struttura, sarà probabilmente il momento più vivo dell’intera settimana di Pasqua. La dignità non si misura in regali o in pranzi elaborati. Si misura nel fatto che qualcuno si sia ricordato di te. Che abbia pensato di esserti meritato di avere una festa. Domani a Scoppito, la risposta è sì. Perchè il vero altruismo non fa notizia. È quello il suo segno di dignità.
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