03 Aprile 2026 - 16:44:54

di Martina Colabianchi

Undici Case di Comunità sono state attivate sul territorio della Provincia dell’Aquila, articolate in 3 HUB a operatività H24 (L’Aquila, Avezzano, Sulmona) e 8 unità SPOKE distribuite in maniera capillare (3 nell’aquilano, 3 nella Marsica e 2 nel sulmonese) con attività H12/H6.ù

Soddisfatto il sindacato Fials, che spiega come il piano di rafforzamento del personale rappresenti il cuore pulsante di questo investimento, che mira a superare le 135 unità complessive nel comparto sanitario.

Le proiezioni indicano una dotazione minima a regime di oltre 76 infermieri, 22 Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC), 28 OSS, oltre a fisioterapisti e assistenti sociali. Sul fronte del reclutamento, i primi passi sono già concreti: ad oggi risultano attivati 40 IFeC, 28 OSS e 14 fisioterapisti, supportati dal coordinamento infermieristico e dall’integrazione con medici specialisti e di medicina generale.

Queste strutture, pilastri della riorganizzazione prevista dal Pnrr, nascono per offrire risposte coordinate ai bisogni dei cittadini, con un focus specifico sulle fragilità e sulla cronicità. L’obiettivo è garantire la continuità assistenziale evitando il ricorso improprio agli ospedali, grazie a una presa in carico multidisciplinare che integra assistenza sanitaria e sociosanitaria.

La Fials esprime apprezzamento per il lavoro sinergico messo in campo dalla Direzione Strategica, dalle Professioni Sanitarie, dai Distretti e dall’Ufficio del Personale, che hanno operato per rendere concreta una riforma ambiziosa attraverso soluzioni organizzative capaci di non compromettere l’equilibrio dei presidi ospedalieri.

Come sindacato, rivendicano un ruolo attivo e costruttivo in questo percorso, basato sul dialogo e sulla proposta costante. «Resta tuttavia imprescindibile proseguire lungo questa strada», sottolinea la sigla sindacale, «garantendo il completo raggiungimento delle dotazioni organiche previste e superando le criticità ancora presenti».

La sanità del futuro, secondo la Fials, deve necessariamente passare per questo modello di prossimità e integrazione, mettendo realmente il territorio e la presa in carico globale del paziente al centro del sistema.