03 Aprile 2026 - 16:24:23
di Redazione
Per la Stagione Teatrale Aquilana organizzata dal TSA va in scena, nel Ridotto del Teatro Comunale, L’Aquila, giovedì 9 aprile, ore 21.00, e venerdì 10 aprile, ore 17.30 e ore 21.00,lo spettacolo “Marcinelle, storia di minatori”, una nuova produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con Alt Academy Produzioni, testo e regia di Ariele Vincenti che sarà anche in scena con Francesco Cassibba, Vincenzo Tosetto, Sarah Nicolucci, Giacomo Rasetti, musiche e rumori di Tiziano Gialloreto e scene di Alex Chiti.
“Marcinelle, storia di minatori” sostituisce il previsto “Ezra in gabbia” che non può essere rappresentato a causa di una indisposizione fisica del protagonista Mariano Rigillo.
L’allestimento su Marcinelle ha debuttato suscitando ovunque applausi commossi e stupore per l’impianto scenico: un aspetto particolarmente originale di questa produzione, infatti, risiede nel linguaggio visivo e sonoro. “Ariele Vincenti e il suo team hanno scelto di trasformare la durezza dell’ambiente minerario in un elemento drammaturgico attivo”. Si legge in una delle tante belle recensioni. “Il rumore assordante dei carrelli carichi di carbone, lo scorrere della polvere, il nitrito dei cavalli che venivano calati nel sottosuolo, il suono degli ascensori che salivano e scendevano: tutto questo diventa una “musica di accompagnamento”, una partitura sonora che scandisce il ritmo della vita dei minatori.” e ancora “La scrittura di Vincenti è pura poesia teatrale, capace di intrecciare le piccole storie private con la Grande Storia”. “Sul palco il ritmo delle battute è serrato e gli interpreti hanno tra loro una sintonia che incanta”.
Nel 2026 si celebra il settantesimo l’anniversario dell’incidente sul lavoro più drammatico in Europa dal dopo guerra ad oggi. L’8 agosto 1956 nella miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, 262 minatori morirono a causa di un incendio e dei fumi tossici propagatisi a oltre 970 metri di profondità. Tra le vittime, 136 erano lavoratori italiani immigrati in Belgio grazie a un accordo tra il governo italiano e quello belga, volto a fornire manodopera in cambio di carbone inviato in Italia. Questa messa in scena è il frutto di un accurato studio dell’autore dei fatti avvenuti e del contesto sociale dell’epoca, attraverso fonti scritte, filmiche e orali.
“Lo spettacolo – spiega il regista ed interprete Ariele Vincenti – ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di 4 minatori. Dalla partenza dai propri paesi d’origine, alla morte nella miniera di Marcinelle. Quando i minatori partivano, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme, fidanzate, amici e parenti che li salutavano. C’era chi era felice per loro, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la seconda guerra mondiale. Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi».
«Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie chiamate mine alte mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique, un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori. La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante, i carrelli carichi di carbone, i nitriti dei cavalli, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”, così la chiamavano».
Biglietti su www.ciaotickets.com/it/biglietti/marcinelle-storia-di-minatori-laquila informazioni Botteghino del TSA ai numeri telefonici 0862 410956 e 3485247096.
LAQTV Live