05 Aprile 2026 - 20:02:11

di Tommaso Cotellessa

Con il suo portato di memoria e emozioni la data del 6 aprile, a diciassette anni dal terremoto che nel 2009 distrusse la città dell’Aquila, si presta inevitabilmente al tentativo di trarre un bilancio di quanto è stato fatto in questi anni e perciò dello stato attuale della ricostruzione. Uno sguardo sul presente che racconti il percorso di rinascita di un territorio segnato in maniera profonda. Secondo quanto sostenuto dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (Usrc) è possibile parlare di un percorso di ricostruzione che continua a segnare progressi significativi, pur con sfide ancora aperte. I dati aggiornati restituiscono l’immagine di un processo avanzato, ma non ancora concluso, che intreccia interventi materiali e strategie di rilancio sociale ed economico.

Nel cosiddetto “Cratere sismico”, che comprende L’Aquila e altri 56 Comuni, la ricostruzione privata ha raggiunto il 77% delle pratiche ultimate, per un valore di 3,7 miliardi di euro su 4,8 miliardi richiesti. Sono quasi 14 mila gli immobili restituiti alle famiglie, mentre restano attivi 790 cantieri. Le liquidazioni degli stati di avanzamento lavori si attestano a 2,1 miliardi di euro.

Nei Comuni del “Fuori Cratere” il dato sale all’82%, con 861 milioni di euro già impegnati su 1,05 miliardi richiesti, oltre 2.200 immobili riparati e 256 cantieri ancora in corso. Numeri che confermano un’accelerazione rispetto agli anni passati, ma che evidenziano anche la necessità di completare gli interventi residui.

Più articolata la situazione sul fronte pubblico. Gli interventi conclusi si attestano al 50%, con 163 opere terminate su 311 finanziate. Attualmente sono 123 i cantieri in corso e 25 i progetti in fase di progettazione, mentre restano ancora 63 interventi da avviare.

Per l’edilizia scolastica il quadro è più avanzato: su 134 progetti finanziati, 98 scuole sono già state completate, mentre 29 interventi sono ancora in corso. Tuttavia, rimangono 39 opere da avviare, segno che il ritorno alla piena normalità richiede ancora tempo.

Negli ultimi anni si è consolidato anche il ruolo operativo dell’Usrc, divenuto stazione appaltante qualificata. Dal 2022 a oggi sono state gestite 58 gare per un valore complessivo di 35,6 milioni di euro, mentre attualmente l’ufficio segue direttamente 31 appalti per oltre 45 milioni di euro, tra cui interventi su chiese, infrastrutture e sistemi di sicurezza.

Un’attività che punta a supportare gli enti locali e a velocizzare le procedure, elemento cruciale in una fase in cui la ricostruzione richiede efficienza e coordinamento.

Accanto agli interventi edilizi, cresce il peso dei progetti di sviluppo. I Programmi Integrati Territoriali (PIT) delle otto aree omogenee hanno già attivato investimenti per 67,4 milioni di euro, mentre il Programma Nazionale Complementare (PNC) conta 238 interventi finanziati per oltre 131 milioni.

Tra le iniziative più significative spicca il progetto “Ecomuseo: Patrimonio, Storia e Paesaggi d’Abruzzo”, finanziato nell’ambito di RESTART 2, insieme ad altri programmi orientati alla rigenerazione dei borghi e al contrasto dello spopolamento. L’obiettivo è chiaro: affiancare alla ricostruzione fisica una rinascita economica, culturale e sociale.

A diciassette anni dal sisma, la ricostruzione appare dunque in una fase avanzata ma non conclusa. Se da un lato i numeri certificano risultati concreti, dall’altro emerge con forza la necessità di completare gli interventi e, soprattutto, di trasformare la rinascita materiale in un futuro stabile per le comunità.

Perché la vera sfida, oggi, non è solo ricostruire ciò che è stato distrutto, ma garantire che quei territori tornino a essere pienamente vivi, abitati e proiettati nel domani.