06 Aprile 2026 - 16:28:35
di Martina Colabianchi
Diciassette anni dopo quella notte che ha cambiato per sempre la storia dell’Aquila e del Paese, l’Italia si ritrova unita nel ricordo delle 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009.
Ad aprire le riflessioni istituzionali è il messaggio della premier Giorgia Meloni, che descrive quel «violento sisma» come un evento che «spezzò vite, comunità, abitudini» e «lasciò un segno profondo nella nostra Nazione». Per la presidente del Consiglio, onorare questa ricorrenza significa «continuare a esserci. Con serietà e responsabilità», stringendosi a una regione che ha saputo rialzarsi con «dignità e forza».
Il Governo si è unito al ricordo con le dichiarazioni dei suoi ministri. Antonio Tajani parla di una «cicatrice indelebile» e confessa che «oggi come 17 anni fa fa male il cuore», ricordando l’impegno profuso per «ridare una casa a chi aveva perso tutto». Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il 6 aprile «resta una ferita aperta nel cuore del nostro Paese», un’occasione per rinnovare la gratitudine verso i soccorritori che hanno lavorato «senza sosta per salvare vite umane». Anche Renato Brunetta, presidente del Cnel, ha voluto sottolineare la trasformazione del territorio in un «laboratorio di resilienza economica e sociale» capace di andare «oltre la tragedia».
Proseguendo con le alte cariche dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha rivolto il suo «deferente pensiero» alle vittime, definendo la memoria come un richiamo al «dovere della responsabilità, della prevenzione e della solidarietà nazionale».
Sul fronte della rinascita materiale, il Commissario Straordinario Guido Castelli ha evidenziato come la ricostruzione privata sia ormai «giunta quasi all’85%», parlando di un percorso che ha generato «innovazione amministrativa» e una «visione della nuova città che stiamo costruendo».
Infine, il ricordo si fa più radicato nelle voci delle istituzioni locali.
In primis, il presidente di Regione Marco Marsilio. «Nel ricordo del 6 aprile – ha dichiarato -, L’Aquila si raccoglie nel silenzio e nella memoria. Come ogni anno rendiamo omaggio alle 309 vittime, ai loro familiari e a una comunità ferita ma mai piegata. Questa data resta scolpita nel cuore dell’Abruzzo come monito, dolore e responsabilità. Ricordare significa custodire la verità di quanto accaduto e trasmetterla alle nuove generazioni. Ma ricordare significa anche riconoscere la forza straordinaria con cui L’Aquila ha saputo rialzarsi. La rinascita di questa città è frutto del coraggio, della dignità e dell’amore della sua gente. Oggi rinnoviamo il nostro impegno affinché la ricostruzione sia piena, giusta e duratura. Alle famiglie, ai giovani e a tutti coloro che hanno sofferto, va la vicinanza delle istituzioni. L’Aquila è simbolo di memoria, speranza e identità per tutto l’Abruzzo e per l’Italia. Nel dolore che unisce, continuiamo a camminare insieme con rispetto, responsabilità e fiducia. Quest’anno l’appuntamento con la capitale della cultura fortifica ulteriormente gli Aquilani, consapevoli delle loro ricchezze, della loro capacità di mostrarsi e proporsi al mondo intero. Una pietra importante della storia della città dopo il tragico terremoto. Un punto di arrivo che è anche di partenza per un futuro sempre più virtuoso».
Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci ha ricordato come quel «boato delle 3:32 ha riscritto il Dna» di una generazione, invocando la necessità che la memoria non resti confinata nelle aule di giustizia dopo quanto accaduto con il «”sistema farsa” commissione grandi rischi». Un monito ripreso con commozione da Stefania Pezzopane, già presidente della Provincia nel 2009, che definisce le vittime «martiri dell’incuria, della sottovalutazione» e conclude con una promessa sottovoce: «la memoria è amore che resiste. E oggi, più che mai, è anche responsabilità».
Ma non mancano le polemiche sullo stato della ricostruzione, soprattutto di quella scolastica, di cui già nei giorni scorsi comitati e politica regionale erano tornati a denunciare i ritardi. «Diciassette anni dopo il terremoto dell’Aquila ci sono ancora ragazzi che studiano nei moduli provvisori e intere generazioni crescono nell’emergenza permanente. È un fallimento dello Stato che tradisce il senso stesso di quella tragedia – dichiara la senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent -. La ricostruzione privata ha raggiunto l’80%, quella pubblica si ferma al 50%: un dato che racconta quanto sia ancora lungo il cammino».
«La tragedia de l’Aquila, come i terremoti del centro Italia del 2016, ci hanno insegnato che la prevenzione è tutto. Con il governo Renzi istituimmo ‘Casa Italia’, un’unità di missione dedicata proprio a questo. Oggi quella strada va percorsa con decisione: invece di disperdere risorse in bonus inutili, investiamo per mappare il livello di sicurezza degli edifici pubblici e privati e per mettere in sicurezza il Paese. È il modo più concreto e più giusto per ricordare le vittime dell’Aquila e di tutte le tragedie che l’Italia ha vissuto».
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