09 Aprile 2026 - 11:30:35
di Martina Colabianchi
La Cgil della Provincia dell’Aquila torna a far sentire la propria voce attraverso la Carovana dei Diritti, un viaggio ispettivo volto a monitorare lo stato dei servizi essenziali nella Provincia Aquilana.
Al centro questa volta il tema del trasporto pubblico locale. Già lo scorso 30 dicembre, il sindacato aveva condiviso le preoccupazioni dei sindaci aquilani denunciando l’abbandono di interi pezzi di territorio da parte di Tua. Per la Cgil, l’affidamento dei servizi ai privati ha il solo scopo di lucrare su prestazioni che l’azienda pubblica avrebbe il dovere di garantire a tutti i cittadini, senza discriminazioni legate al luogo di residenza.
Particolare attenzione viene rivolta allo scoramento dei centinaia di pendolari che quotidianamente raggiungono Roma «e che non ricevono le giuste attenzioni ed un servizio adeguato, capillare e moderno. Gli stessi, infatti, denunciano la scarsità delle corse e l’assoluta carenza negli orari strategici della giornata».
L’azienda Tua, spiega il sindacato, riceve dalla Regione un contributo chilometrico di circa 2,30 euro; tuttavia, riaffida lo stesso chilometraggio a operatori privati a un prezzo notevolmente più basso. Il sindacato denuncia che il differenziale incassato non viene reinvestito nelle zone dove è stato generato, ma banalmente dirottato verso aree dove il servizio è già soddisfacente.
Questo meccanismo, secondo la Cgil, produce inevitabilmente lavoro povero. L’operatore privato, incassando meno di quanto spettasse originariamente a Tua, sacrifica le retribuzioni del personale per mantenere il proprio margine di profitto. Il risultato è un attacco frontale ai lavoratori delle aree interne che, oltre al rischio di soppressione delle tratte, vedono minacciata la propria sede lavorativa e stabilità economica.
Mentre la Provincia Aquilana subisce l’esternalizzazione di ulteriori 357mila chilometri, la Cgil osserva con amarezza il moltiplicarsi di annunci per le aree più agiate della regione, come l’attivazione del servizio notturno Montesilvano-Pescara. Il sindacato chiarisce di non essere contrario al potenziamento dei servizi, ma esige che le stesse possibilità siano estese a chiunque viva in Abruzzo.
Il giudizio della sigla sul management di TUA e sul decisore politico regionale è di «totale fallimento». Nonostante gli impegni assunti in Consiglio regionale, non è infatti stata garantita la parità di trattamento né è stato implementato un biglietto unico che offra pari condizioni d’accesso.
«È giunto, quindi, il tempo di porre un freno a queste scelte sciagurate – scrivono i segretari generale e provinciale Francesco Marrelli e Domenico Fontana -. La Società Unica di Trasporto Abruzzese è nata con finalità diverse da quelle che perseguono i nostri prodi manager. Per consentire la realizzazione di questa società e per renderla operativa, le lavoratrici ed i lavoratori hanno fatto la loro parte, sacrificando tempo, energie e salario. Adesso, i cittadini e le cittadine, lavoratori e lavoratrici, si aspettano da TUA servizi moderni ed efficaci. Se invece si afferma, come si è fatto, che il privato offre standard superiori a prezzi inferiori (e così non è), allora qualcosa non torna. Chi lo afferma, ha fallito e, di conseguenza, dovrebbe prendersene la responsabilità, effettuando scelte coerenti con il proprio fallimento».
«Il diritto al lavoro, ad una giusta retribuzione, alla mobilità, il rispetto dei principi di uguaglianza e di non discriminazione, la parità di accesso ai servizi, il ruolo sociale della società partecipata dalla Regione, sono tutti elementi estranei a questa Governance, della quale, stanti i fatti, non possiamo esimerci dal chiedere le dimissioni – concludono -. Il nostro scopo, infatti, è quello di ristabilire la vera ed unica missione in capo ad una società partecipata, che è chiamata a rispettare i diritti di tutte le persone, a prescindere dal luogo in cui sono nate, vivono e lavorano, soprattutto se si tratta delle aree interne della nostra Regione che meritano, per le loro caratteristiche e per le conseguenti criticità, un maggiore interesse da parte del decisore politico, all’insegna dei pricipi di solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale».
La Carovana dei Diritti è, quindi, pronta di nuovo a mettersi in marcia.
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