09 Aprile 2026 - 10:23:32

di Martina Colabianchi

La tregua di due settimane in Medio Oriente annunciata dal presidente americano Donald Trump non frena l’aumento dei costi alla pompa di benzina. Nonostante il crollo del petrolio, le cui quotazioni mercoledì hanno registrato un ribasso del 16%, i prezzi dei carburanti registrano ancora sensibili rincari sulla rete.

Secondo uno studio dell’Unione nazionale consumatori basato sulle medie regionali dei carburanti in modalità self, calcolate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i rialzi maggiori tra il prezzo di ieri e quello di oggi sono per l’Abruzzo, +80 cent per un pieno di 50 litri, l’Emilia Romagna e, medaglia di bronzo, la rete autostradale.

Per la benzina, la regione peggiore in termini di variazione del prezzo è sempre l’Abruzzo, poi Emilia Romagna e in terza posizione la Sardegna, a seguire le autostrade. 

«Una vergogna. I prezzi invece di scendere, anche oggi, come ieri, continuano imperterriti a salire. Ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare sulla pelle degli automobilisti. Oggi, infatti, secondo i dati Mimit, i prezzi dei carburanti, sia del gasolio che della benzina, salgono ovunque, sia nella rete stradale che in quella autostradale» e tra le regioni «in Calabria si sfonda la soglia di 2,2 euro per il gasolio», ha affermato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona.

«Ancora una volta le nostre previsioni trovano riscontro nella realtà – denuncia anche il Codacons -. Siamo stati gli unici a denunciare il fenomeno della doppia velocità sui carburanti, con i prezzi che dopo essere saliti immediatamente a seguito del rialzo del petrolio, non scendono quando le quotazioni crollano. L’ennesima riprova delle anomalie che interessano il comparto dei carburanti in Italia e che ora porteranno il Codacons a presentare una nuova raffica di denunce in tutta Italia per manovre speculative su merci e altri reati se i listini alla pompa non registreranno una rapida inversione di tendenza».