10 Aprile 2026 - 10:48:14
di Vanni Biordi
C’è un momento, durante l’anno, dove la città tace e la divisa parla. Questa mattina, alle nove in punto, il piazzale della Questura dell’Aquila si è trasformato in un luogo di memoria collettiva con una corona d’alloro deposta al monumento dei caduti della Polizia di Stato che ha aperto le celebrazioni del 174° anniversario della fondazione del Corpo, istituito per regio decreto il 10 aprile 1852.
Il rito, sobrio nella forma ma denso di significato, ha visto fianco a fianco il Prefetto della Provincia, dottor Vito Cusumano e il Questore dottor Fabrizio Mancini. Con loro, una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato e il Cappellano Provinciale, una comunità unita nel ricordo di chi non è tornato.

Il tema scelto quest’anno dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, «Esserci sempre», è inteso come una dichiarazione di metodo, una filosofia operativa che il Questore Mancini ha declinato in cifre e fatti nel corso del suo intervento all’Auditorium del Centro Studi “Luigi Zordan” dell’Università dell’Aquila, dove alle dieci la cerimonia si è spostata tra autorità civili, militari e religiose, funzionari e agenti in servizio negli uffici di tutta la provincia. Dopo la lettura dei messaggi augurali delle massime cariche istituzionali nazionali, è toccato al primo dirigente passare in rassegna le attività più rilevanti condotte nell’ultimo anno sul territorio aquilano: operazioni antidroga, contrasto alla criminalità predatoria, presidio del territorio montano e gestione dell’ordine pubblico in una provincia che resta, per morfologia e storia, tra le più complesse d’Italia. Un bilancio che, secondo quanto illustrato, evidenzia risultati significativi sul fronte della sicurezza percepita e delle denunce trattate.

La parte più attesa, e più emozionante, è stata la consegna delle ricompense al personale distintosi in operazioni particolari, encomi, elogi, attestati di merito. Riconoscimenti individuali che raccontano, meglio di qualsiasi statistica, il senso profondo del mestiere.
In Piazza San Basilio, cornice esterna della cerimonia, i mezzi operativi della Polizia di Stato sono stati esposti al pubblico. Dalle volanti ai veicoli specializzati della Stradale, fino alla sorpresa di quest’anno, un’auto storica che ha richiamato l’attenzione dei passanti, quasi un ponte visivo tra la storia e il presente del Corpo.

Il 174° anniversario lo mandiamo agli archivi, dunque, con la conferma di un’istituzione che sa adattarsi ai tempi senza smarrire la propria identità. In un Paese che cambia velocemente, la Polizia di Stato resta ciò che ha sempre voluto essere: presente.
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