10 Aprile 2026 - 15:44:27
di Martina Colabianchi
Torna a L’Aquila lo spettro della compartecipazione al costo dei servizi sociosanitari che, dopo una strenua battaglia delle associazioni delle persone con disabilità e delle opposizioni politiche, era stato rinviato all’estate.
Con una nota del 24 febbraio scorso, infatti, gli Uffici delle politiche Sociali del Comune dell’Aquila sono tornati a chiedere alle associazioni, alle cooperative sociali e a tutti i soggetti interessati di trasmettere la documentazione Isee per quantificare gli importi dovuti. Dal 1° luglio, quindi, chi usufruirà dei servizi dovrà pagare il 30% del costo delle prestazioni.
La definisce «una vergogna assoluta» il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, che in una nota dichiara: «Speravo, speravamo, che il rinvio di sei mesi – ottenuto dalle opposizioni e dalle associazioni che all’epoca protestarono tutta la loro indignazione – servisse a guadagnare tempo prezioso per trovare una soluzione strutturale che evitasse di gravare ulteriormente su persone già colpite da malattie o da condizioni di particolare vulnerabilità Invece si è fatto trascorrere il tempo senza muovere un dito: nel frattempo si sono spesi soldi per tutt’altro, si è annunciato lo svolgimento del “Gran Prix Italia”, il sindaco è andato in giro per dire quant’è bella L’Aquila, si chiacchiera a vuoto di Capitale della Cultura (da quella inaugurazione di gennaio il vuoto penumatico e zero informazioni), ma questo problema urgente e gravissimo non è stato risolto».
«Lo ripeto: è una vergogna – continua il consigliere dem -. Chiedere alle persone con disabilità o alle loro famiglie di compartecipare al 30% delle spese delle prestazioni sociosanitarie, NON è un “atto dovuto”. Il Piano Sociale Regionale 2022-2024 (art. 4, comma 5) parla chiaro: l’ente locale PUO’ prevedere una quota a carico dell’utente, NON È obbligato a farlo: è il Comune a decidere se chiedere più tasse ai cittadini o coprire tutti i costi con le proprie risorse di bilancio. Nel momento di massima solidità finanziaria – come quello che da tempo il Comune vive e di cui si vanta – introdurre una tassa sull’assistenza a carico delle persone con disabilità è inconcepibile. È crudele chiedere nuovi sacrifici a famiglie che già vivono nell’incertezza di servizi già spesso carenti, con molti cittadini costretti a pagare prestazioni private per sopperire alle lacune del pubblico, con persone costrette a non curarsi per i costi insostenibili e i tempi lunghissimi. Essere Capitale della Cultura significa dimostrare un modello di civiltà che nulla ha a che vedere con queste scelte disumane».
I consiglieri comunali di minoranza, ad inizio anno, avevano anche depositato un ordine del giorno con cui si chiedeva all’Amministrazione comunale di destinare, nella prima variazione utile di bilancio, una somma pari a 100.000 euro per la copertura delle spese di compartecipazione a carico dei cittadini. Vedremo se si tornerà a battere su questa proposta.
«Spero che la Commissione consiliare comunale e l’intero Consiglio rivedano questa decisione, nell’interesse dei più fragili e per il rispetto della dignità dell’Aquila», conclude Pietrucci.
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