10 Aprile 2026 - 11:51:46

di Marianna Galeota

La vicepresidente del consiglio regionale, Marianna Scoccia, è intervenuta questa mattina al presidio dei lavoratori della commessa Enel in via San Polo a Sulmona, manifestando pieno sostegno alla mobilitazione indetta dai sindacati contro il trasferimento della sede lavorativa da Sulmona a Pescara.

«Sono qui oggi per esprimere la mia vicinanza a tutti voi e per ribadire che non siete soli in questa battaglia” – ha dichiarato la vicepresidente rivolgendosi ai 162 dipendenti a rischio. – Siamo consapevoli della grande preoccupazione che regna tra le famiglie, specialmente in un periodo così complesso per l’economia della Valle Peligna, ma posso garantirvi che le istituzioni stanno seguendo la vicenda passo dopo passo».

La posizione della Regione Abruzzo, emersa durante i numerosi tavoli tecnici già svolti con l’assessore, Tiziana Magnacca, il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, e i vertici aziendali, resta ferma e senza margini di trattativa sulla localizzazione.

Nel corso del suo intervento, Scoccia ha ribadito i punti fermi della trattativa con l’azienda riguardanti la permanenza territoriale, il rispetto della clausola sociale ed il valore umano dell’occupazione.

La sede non deve essere spostata a Pescara e la permanenza a Sulmona deve essere considerata una condizione imprescindibile.

È stato chiesto all’azienda subentrante (Accenture) il rispetto integrale delle garanzie occupazionali e contrattuali per tutto il personale. I 162 lavoratori non rappresentano semplici “numeri” o costi in un bilancio, ma il cuore pulsante di un territorio che non può permettersi ulteriori emorragie occupazionali.

«Le interlocuzioni sono ancora aperte e la prossima settimana sono già fissati nuovi incontri istituzionali – ha aggiunto Scoccia – In quella sede continueremo a portare avanti le nostre istanze con forza e determinazione. L’azienda deve ascoltarci: la forza della nostra posizione risiede nell’unità d’intenti tra istituzioni, sindacati e lavoratori. Solo restando compatti potremo difendere il futuro occupazionale della nostra Valle»