13 Aprile 2026 - 10:34:06

di Marianna Galeota

Un canale di vendita in nero di gasolio per riscaldamento alimentava un mercato parallelo a prezzi vantaggiosi.

Con l’operazione “Red Gold”, i finanzieri del Comando provinciale di Pescara coordinata dal procuratore capo della Procura della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, hanno ricostruito un articolato sistema illecito volto a frodare il fisco nel settore dei prodotti energetici.

“Oro rosso”, quindi, come la colorazione del gasolio per riscaldamento commercializzato anche a clienti pubblici ad un prezzo particolarmente vantaggioso, sottraendo il prodotto in fase di erogazione con la manomissione del dispositivo misuratore “contalitri” presente sugli automezzi della ditta, a fronte di regolare documentazione di accompagnamento.

I quantitativi indebiti così ricavati, alimentavano un parallelo canale di vendita nei distributori locali, che procedevano a miscelarli con gasolio per autotrazione regolarmente stoccato.

Nel corso dell’operazione, che ha visto coinvolti 50 finanzieri, sono state eseguite perquisizioni domiciliari nei confronti dell’ideatore della frode, un “fantasma” per il fisco italiano formalmente residente in Svizzera, nonché delle aziende degli altri 14 indagati coinvolti nel sodalizio criminale, presenti nelle province di L’Aquila, Pescara, Milano e Roma con il supporto delle unità cinofile, dotate di cani antidroga e “cash dog” e con il contributo dei militari dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata) del Corpo, specializzati nell’utilizzo di apparecchiature altamente tecnologiche per il rinvenimento di beni e valori occultati negli immobili.

Il meccanismo, spiega la Gdf in una nota, consentiva non solo di sottrarre a tassazione i guadagni delle compravendite, effettuate rigorosamente in contanti, ma anche l’evasione delle imposte sulla produzione e sul consumo che gravano sugli oli minerali, avvantaggiandosi della differenza di aliquota applicata sul prodotto ad uso riscaldamento, notevolmente inferiore rispetto a quello per autotrazione e della possibilità di offrirlo in vendita ad un prezzo più concorrenziale.

Sono stati sottoposti a sequestro 4 autoveicoli di lusso (una Ferrari “Roma”, una Ferrari “Purosangue”, una Porsche Macan, una Audi RS6), per un valore complessivo di circa un milione di euro, orologi Rolex, Audemars Piguet, Breguet, e 41 mila euro in contanti, frutto dell’attività illecita, nonché 4 automezzi della società su cui erano montati i misuratori verosimilmente alterati.

I beni sottoposti a sequestro, spiega ancora la Gdf, sono anche una valida garanzia per la parziale copertura del debito che l’indagato ha nei confronti dell’erario, già quantificato in complessivi 10 milioni di euro circa.

Nei confronti dei componenti del sodalizio sono state avanzate le ipotesi di associazione per delinquere finalizzata ai reati di sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa su prodotti energetici, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, omessa dichiarazione e autoriciclaggio.

L’operazione si è inserita nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria e dei fenomeni speculativi nel settore dei prodotti energetici, particolarmente appetibile nell’attuale congiuntura geopolitica.