09 Giugno 2026 - 17:56:42

di Tommaso Cotellessa

Un pomeriggio di botta e risposta quello di oggi per le forze politiche di opposizione e di maggioranza del Consiglio comunale aquilano.

Ad innescare l’acceso confronto la richiesta, avanzata da consiglieri Paolo Romano e Lorenzo Rotellini, di dimissioni per il presidente della III commissione consiliare Fabio Frullo, accusato di non garantire il corretto funzionamento dell’organo da lui presieduto.

L’affondo scagliato dai banchi dell’opposizione è maturato all’interno di un contesto di consistenti cambiamenti all’interno delle forze di maggioranza, uno scenario dinanzi al quale di certo le minoranze non poteva rimanere inerti.

In particolare Frullo è fresco di ingresso all’interno del partito di Azione, la formazione politica che a livello nazionale si rifà al leader Carlo Calenda. Una mossa quella di Frullo che già è stata, nei giorni scorsi, al centro di forti critiche a causa del passo indietro unanime del precedente gruppo dirigente del partito, fra cui il consigliere comunale Enrico Verini, che denunciavano una brusca virata a destra da parte del partito che sino ad oggi, tanto a livello locale quanto a livello nazionale, si era dimostrato più propensa al dialogo con il centro sinistra.

Ma le evocate dimissioni da Romano e Rotellini non hanno nulla a che fare con il merito della scelta di Frullo, puntano invece il dito sull’azione amministrativa del consigliere al quale viene imputato di «essere più impegnato nella gestione degli equilibri interni alla maggioranza che nel garantire il corretto funzionamento della commissione che presiede e il rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali».

In particolare la presunta latitanza di Frullo dai tavoli istituzionali starebbe rallentando da tempo, per Rotellini e Romano, la risoluzione da parte della commissione di una questione estremamente delicata che riguarda decine di lavoratrici del settore educativo cittadino: il rinnovo del contratto di servizio Afm e l’adeguamento contrattuale delle educatrici del Polo pedagogico e dell’asilo nido Casetta Fantasia.

La vicenda che si trascina da oltre vent’anni lo scorso febbraio aveva visto il Consiglio assumere impegni precisi per individuare strumenti concreti di miglioramento economico per le educatrici, attraverso la contrattazione decentrata e il riconoscimento di fringe benefit. Impegni che, ad oggi, non hanno trovato alcuna attuazione, come lamentano Rotellini e Romano.

Per i due esponenti di opposizione al centro della mancata azione amministrativa vi sarebbe un atteggiamento irresponsabile proprio da parte del presidente Frullo, ritenuto perciò inadeguato a ricoprire il ruolo di Presidente di una commissione tanto strategica.

Le critiche sono state poi estese dai due esponenti all’intera maggioranza, descritta come tutta intenta a risolvere dinamiche politiche interne piuttosto che i problemi concreti delle lavoratrici e dei cittadini aquilani.

La risposta da parte delle forze di maggioranza non è tardata ad arrivare, anzi è stata pressoché istantanea. I capigruppo del centro destra hanno ribadito la loro piena fiducia nei confronti di Frullo, evidenziando l’efficienza e la capacità con cui ha svolto il proprio ruolo di presidente della commissione all’insegna dell’equilibrio della correttezza e del senso delle istituzioni.

A Rotellini e Romano viene invece riservata una controffensiva, con l’accusa di voler trasformare una questione di interesse generale in una polemica politica priva di reale utilità per la comunità.

«La maggioranza resta coesa e determinata a proseguire il lavoro per il quale ha ricevuto la fiducia dei cittadini – scrivono Scimia, Ferella, Bontempo, Maccarone e D’Angelo – respingendo ogni tentativo di strumentalizzazione politica e continuando ad operare con responsabilità nell’interesse della città. Ribadiamo che le istituzioni devono rappresentare uno spazio di confronto democratico e costruttivo, non un terreno di scontro permanente. Per questo continueremo a promuovere dialogo, ascolto e collaborazione con tutte le forze politiche, nel rispetto dei ruoli, delle persone e dell’interesse collettivo».

La dialettica politica continua dunque a contrapporsi fra accuse, rivendicazioni e controffensive, rimanendo così tutta interna al palazzo senza entrare nel merito della questione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Afm, delle motivazioni che hanno portato il Comune a non mantenere gli impegni presi e del futuro di chi resta in attesa di ricevere risposte dai propri rappresentanti istutuzionali.

Nel frattempo, presidenti di commissione e richieste di commissioni a parte, Rotellini e Romano hanno annunciato di essersi formalmente rivolti al Presidente del Consiglio comunale per ottenere una seduta della terza commissione per poter discutere del del contratto di servizio Afme delle condizioni delle educatrici. Qualora anche questo ulteriore passaggio dovesse rimanere senza esito, si dicono pronti a rivolgersi al Prefetto.