Progetto NEO: workshop di sindaci ed esperti sul neopopolamento delle aree interne

17 Giugno 2026 - 17:36:33

Si è svolto a Gagliano Aterno il workshop “Strumenti e percorsi di
neopopolamento”, promosso nell’ambito del progetto NEO (N e O – Nuove
Esperienze Ospitali), il percorso di innovazione sociale nato per
contrastare lo spopolamento delle aree interne attraverso l’attivazione
delle comunità locali, l’accoglienza di nuovi abitanti e la costruzione
di nuove opportunità di sviluppo territoriale.

L’iniziativa, inserita nel percorso di valutazione d’impatto sociale
avviato dall’INAPP – Istituto nazionale per l’analisi delle politiche
pubbliche – ha visto la partecipazione dei sindaci dell’Unione Montana
Sirentina, di esperti provenienti da esperienze nazionali di
rigenerazione territoriale e di rappresentanti del mondo della ricerca e
del terzo settore, tra cui anche la Fondazione Hubruzzo, impegnata nel
supporto all’analisi e allo sviluppo dei processi di innovazione sociale
nei territori.

Al centro dell’incontro il confronto tra amministratori locali e realtà
che, in diverse aree del Paese, stanno sperimentando modelli innovativi
per attrarre nuovi residenti e favorire la rinascita delle comunità
locali. Hanno partecipato al workshop Nila Colledani (Comune di Vito
d’Asio – Friuli Venezia Giulia), Valentina Chizzola e Tania Giovannini
(Fondazione Demarchi), Alessia Zabatino (esperta di sviluppo locale),
con il contributo di Vittorio Alvino (Fondazione Openpolis). I lavori
sono stati moderati da Daniela Luisi (INAPP) e Fiorenzo Polito (Lama
Impresa Sociale).

L’incontro ha rappresentato un nuovo step del percorso di valutazione
che l’INAPP sta conducendo sul progetto NEO, selezionato tra circa
trenta esperienze nazionali per sperimentare un modello innovativo di
analisi dell’impatto sociale applicato alle politiche pubbliche.

Un percorso di ricerca fondamentale sia per la comprensione degli
impatti sia per la crescita del progetto stesso, secondo la Fondazione
Hubruzzo, il cui presidente Sergio Galbiati ha già sottolineato come la
ricerca condotta da INAPP, basata su un approccio scientifico e
sociologico, sia uno strumento prezioso per valutare gli effetti
concreti del progetto NEO. Un lavoro che contribuisce a rafforzarne la
legittimazione istituzionale, rappresentando, al contempo, un’importante
occasione di autovalutazione per migliorare e orientare le azioni
future.

“La scelta del progetto NEO è arrivata dopo la valutazione di circa
trenta candidature provenienti da tutta Italia”, ha ricordato Daniela
Luisi, responsabile del percorso di valutazione per Inapp. “L’obiettivo
è analizzare gli effetti concreti che il progetto sta generando sul
territorio e mettere a disposizione delle amministrazioni strumenti
utili per orientare le future politiche pubbliche a favore delle
comunità locali.”

“Il lavoro di raccolta e analisi dei dati si sviluppa attraverso un
approccio partecipativo e basato sulle evidenze”, ha aggiunto Fiorenzo
Polito di Lama Impresa Sociale. “Il confronto tra istituzioni, comunità
e soggetti coinvolti rappresenta un elemento fondamentale per
comprendere i cambiamenti che il progetto sta producendo e costruire un
modello replicabile in altri contesti.”

Durante il workshop i sindaci dell’Unione Montana Sirentina hanno
condiviso esperienze, prospettive e obiettivi comuni per affrontare una
delle principali sfide delle aree interne: il calo demografico.

“Il progetto NEO e il programma dedicato all’abitare stanno ormai
uscendo dai confini di Gagliano Aterno e diventano un patrimonio
dell’intera Unione Montana Sirentina – ha spiegato il sindaco di Molina
Aterno, Luigi Fasciani. – Il confronto con amministratori ed esperti che
hanno già maturato esperienze in questo settore ci consente di
sperimentare nuove pratiche e ampliare gli strumenti a disposizione dei
territori.”

Per il sindaco di Gagliano Aterno, Luca Santilli, il progetto
rappresenta molto più di un’iniziativa per attrarre nuovi residenti.
“Neo nasce in un singolo comune ma oggi coinvolge l’intera Unione
Montana Sirentina. È un attivatore di comunità prima ancora che un
progetto di neopopolamento. Le nostre comunità si stanno aprendo
all’arrivo di nuove persone, ma anche di nuove competenze, nuovi servizi
ed esperienze che possono contribuire concretamente allo sviluppo e alla
rinascita dei territori.”

Un esempio concreto degli effetti già prodotti dal progetto arriva da
Castel di Ieri, Lucio Santilli. “Abbiamo avuto la possibilità di
ospitare uno dei partecipanti alle prime edizioni di Neo – ha ricordato
il sindaco Lucio Santilli. – Dopo l’esperienza formativa ha scelto di
vivere stabilmente nel nostro comune, dove ha trovato lavoro e
acquistato una casa. È una testimonianza importante che dimostra come
questi percorsi possano trasformarsi in nuove opportunità di vita per
chi sceglie le nostre aree interne.”

Sull’importanza di attrarre nuove professionalità si è soffermato
Massimo Pedone, presidente della Cooperativa di Comunità di Tione degli
Abruzzi: “Neo è un progetto fondamentale – ha dichiarato – perché non si
limita a favorire l’arrivo di nuovi abitanti, ma punta a coinvolgere
persone portatrici di competenze utili ai territori. La sfida ora è
accompagnare questo processo con un lavoro di recupero e valorizzazione
delle abitazioni disponibili, affinché le comunità siano pronte ad
accogliere chi decide di trasferirsi.”

Particolarmente significativa anche la testimonianza di Nila Colledani,
amministratrice del Comune di Vito d’Asio, in Friuli-Venezia Giulia, che
ha presentato l’esperienza di “Abitavito”, progetto nato per contrastare
lo spopolamento attraverso il riutilizzo del patrimonio immobiliare
inutilizzato e il coinvolgimento diretto della comunità locale.

“Abbiamo lavorato con i cittadini per costruire un percorso condiviso
che valorizzi le abitazioni oggi vuote e favorisca l’arrivo di nuovi
abitanti – ha spiegato Colledani. – L’obiettivo non è soltanto
recuperare immobili inutilizzati, ma promuovere una nuova residenzialità
e creare le condizioni affinché le persone possano scegliere di
costruire qui il proprio progetto di vita.”

Comunità aperte, servizi adeguati e opportunità concrete di vita e
lavoro. Questo, in sintesi, la consapevolezza emersa dal workshop, in
linea con la direzione impostata dal progetto NEO che, nel mettere in
rete amministrazioni, cittadini e soggetti del terzo settore sta
costruendo un nuovo modello di sviluppo per le aree interne che già sta
dando i primi risultati.