27 Agosto 2026 - 10:07:25
di Martina Colabianchi
In questa estate di eventi sempre più estremi il territorio di Tagliacozzo, nella Marsica, è stato colpito da un’ondata di maltempo che ha provocato allagamenti e ingenti danni alla viabilità e al patrimonio pubblico e privato.
Pronta è arrivata la risposta delle istituzioni, con il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio Antonio Di Marco che ha formalmente richiesto la convocazione urgente di una seduta straordinaria dell’organismo consiliare.
La richiesta punta ad avviare un ciclo di audizioni istituzionali per fare una stima precisa dei danni e pianificare le risorse necessarie ai primi interventi di messa in sicurezza.
«Il violento nubifragio che si è abbattuto nelle ultime ventiquattro ore sul Comune di Tagliacozzo ha causato danni ingenti e creato forti disagi alla cittadinanza, mettendo a dura prova la tenuta del territorio e la viabilità. Di fronte a questa emergenza, le istituzioni regionali devono rispondere con tempestività – spiega il vicepresidente – . Per questa ragione ho chiesto ufficialmente la convocazione urgente di una seduta della Commissione Ambiente, chiedendo la contestuale audizione del Sindaco di Tagliacozzo e di tutti i soggetti istituzionali interessati. È fondamentale acquisire subito un quadro dettagliato ed esaustivo dei danni e delle esigenze espresse dall’amministrazione locale. L’obiettivo di questo passaggio istituzionale è individuare rapidamente i canali finanziari e gli interventi prioritari per garantire il ripristino immediato delle condizioni di sicurezza e della viabilità sul territorio».
Solidarietà era arrivata anche dal presidente regionale dell’Unione Comuni montani (Uncem Abruzzo), Lorenzo Berardinetti. «Desidero manifestare la mia vicinanza alle famiglie e alle attività che hanno subito danni e ringraziare quanti sono intervenuti con tempestività per fronteggiare l’emergenza», dichiara Berardinetti.
L’accaduto, secondo il presidente di Uncem Abruzzo, deve richiamare l’attenzione sulla fragilità dei territori montani e sulla necessità di investire nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
«I piccoli Comuni montani non devono essere abbandonati né ricordati soltanto dopo una calamità. Devono essere tutelati prima che accadano episodi di questo tipo, attraverso risorse stabili, manutenzione del territorio, messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle reti di raccolta delle acque, monitoraggio e interventi strutturali», sottolinea Berardinetti. «di fronte a fenomeni meteorologici sempre più violenti non è sufficiente intervenire durante l’emergenza e procedere successivamente alla conta dei danni. Occorre una strategia condivisa tra Comuni, Regione e Governo che metta al centro la prevenzione e consenta anche alle amministrazioni più piccole di proteggere le proprie comunità. Tutelare la montagna significa tutelare l’intero territorio regionale».
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