18 Settembre 2026 - 10:58:47

di Vanni Biordi

In Abruzzo il caro carburanti arriva in un territorio nel quale l’automobile continua ad avere un peso rilevante negli spostamenti quotidiani.

Il prezzo medio della benzina self è passato dai 2,016 euro al litro rilevati il 31 agosto ai 2,051 euro del 7 settembre. Nello stesso periodo il gasolio è salito da 2,131 a 2,165 euro al litro. I dati del ministero delle Imprese e del made in Italy mostrano quindi un aumento di 3,5 centesimi per la benzina e di 3,4 per il diesel in una sola settimana.

Il dato regionale va letto insieme a quello nazionale sui consumi. Ad agosto 2026 la benzina ha raggiunto in Italia i volumi più alti per quel mese da quindici anni, con un incremento del 3 per cento rispetto ad agosto 2025. Il gasolio per autotrazione ha invece registrato una lieve flessione dello 0,3 per cento. Nei primi otto mesi dell’anno la benzina è cresciuta complessivamente del 4,8 per cento, mentre il gasolio motori è diminuito del 4,3 per cento.

In Abruzzo il prezzo del carburante pesa quindi su una mobilità che continua a dipendere in larga misura dall’auto. Un’indagine realizzata dall’Istat nella sede regionale mostra che il 58 per cento dei rispondenti utilizza l’automobile privata da solo per il tragitto casa-lavoro. Tra questi, il 43 per cento guida un’auto a benzina e il 29 per cento una vettura diesel.

Il trasporto pubblico viene utilizzato dal 25 per cento degli intervistati. È questo il punto che rende il tema particolarmente delicato per l’Abruzzo. Quando il prezzo sale, una parte consistente degli automobilisti non può semplicemente rinunciare alla macchina. La stessa indagine indica tra le ragioni della scelta dell’auto le esigenze familiari, la carenza del trasporto pubblico e il risparmio di tempo. Anche il ricambio del parco automobilistico resta una questione aperta. I dati Istat mostrano a livello nazionale una presenza ancora largamente maggioritaria di alimentazioni tradizionali.

Nel Mezzogiorno la diffusione delle auto a basse emissioni nei capoluoghi è pari al 16 per cento, contro circa il 22 per cento del Centro-Nord. Per l’Abruzzo, dunque, il problema del carburante non può essere letto soltanto attraverso il prezzo alla pompa. L’aumento dei costi si incrocia con la necessità quotidiana di utilizzare l’auto e con un sistema di mobilità nel quale le alternative non sono sempre sufficienti. Il dato sui consumi nazionali conferma intanto che i rincari, almeno per ora, non hanno prodotto una riduzione proporzionale dell’uso della benzina.