20 Febbraio 2026 - 10:36:52
di Tommaso Cotellessa
La politica aquilana torna ad animarsi attorno alla gestione della Società Aquilana Multiservizi (ASM) S.p.A., partecipata del Comune dell’Aquila. I riflettori si sono riaccesi dopo la decisione dell’amministrazione di nominare il geometra Carlo Bolino alla guida della società.
La scelta di imprimere un cambio di passo nella gestione di ASM è stata motivata dal sindaco con la volontà di risanare l’azienda e migliorare la qualità dei servizi. Tuttavia, tra le fila dell’opposizione c’è chi chiede conto della gestione degli ultimi anni e maggiore trasparenza sulla reale situazione economica e organizzativa della società.
A intervenire sono i consiglieri comunali del gruppo civico-politico Il Passo Possibile – Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia – insieme al fondatore Americo Di Benedetto e al presidente Fabrizio Ciccarelli. Gli esponenti del gruppo ricordano che il controllo sulla partecipata spetta a chi governa il capoluogo abruzzese dal 2017, nominando gli amministratori e prorogando i contratti di servizio.
Un richiamo, il loro, a un’assunzione di responsabilità politica. «La governance di ASM è espressione diretta dell’Amministrazione comunale e se qualcosa non ha funzionato, non si può sempre dare colpa a qualcun altro», dichiarano.
Non manca il riferimento alla campagna elettorale del 2017, quando il sindaco Pierluigi Biondi superò al ballottaggio Americo Di Benedetto con lo slogan «Il granello che rompe il meccanismo». «Dopo nove anni di gestione da parte della stessa maggioranza – osservano gli esponenti del Passo Possibile – il meccanismo che appare rotto è quello di ASM. E non basta evocare la designazione a Capitale italiana della Cultura 2026 o il Piano regionale dei rifiuti per spostare l’attenzione su scenari futuri».
L’opposizione annuncia quindi un’azione politica «seria e documentata», chiedendo un vero Piano industriale, obiettivi misurabili nel contratto di servizio, un controllo analogo sostanziale e non soltanto formale, oltre a indicatori pubblici di performance che possano costituire la base per una tariffazione TARI più equa.
Nel mirino anche l’attuale organizzazione del servizio di raccolta rifiuti. Nel territorio comunale, infatti, coesistono modalità differenti – porta a porta, raccolta di prossimità e raccolta informatizzata – che determinano livelli di servizio non omogenei. Una disomogeneità che, secondo il gruppo, sarebbe evidente soprattutto in alcune frazioni come Assergi, Bagno e Roio, dove si registrerebbero criticità organizzative e operative con ricadute sul decoro urbano.
A fronte di questa situazione, viene contestata l’applicazione della TARI secondo criteri uniformi, senza una misurazione strutturata della qualità effettivamente erogata nelle diverse aree del territorio.
Infine, il gruppo solleva un ulteriore punto: negli anni 2022, 2023 e 2024 la Giunta avrebbe certificato per l’allora amministratore unico di ASM il raggiungimento di percentuali comprese tra l’83% e l’85% degli obiettivi assegnati, parametri che incidono anche sulla parte variabile della retribuzione. «Quegli obiettivi erano davvero coerenti con lo stato dell’azienda – chiedono – oppure la valutazione politica della Giunta descriveva un’ASM che nei fatti non esisteva?».
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