20 Febbraio 2026 - 12:23:12

di Angelo Liberatore

Il sindacato Uil Abruzzo chiude a L’Aquila la serie di assemblee territoriali convocate in vista del congresso regionale che si svolgerà all’inizio del mese di maggio.

La provincia dell’Aquila è un territorio complesso, con tante questioni aperte e che si vanno anche ad intrecciare tra loro.

Ci sono diverse crisi industriali: a L’Aquila città si può citare il caso Aura, ad Avezzano la crisi di LFoundry, mentre in Valle Peligna recentissimamente è stata rilanciata una vera e propria “vertenza territoriale“,

E le difficoltà occupazionali si intersecano con quelle più prettamente orografiche.

La provincia aquilana rappresenta il paradigma delle aree interne che, se svuotate di produttività, acuiscono il loro diventare zone di elevata fragilità.

«Quello delle aree interne è un tema fondamentale, anche rispetto alla discussione che dobbiamo avviare con le istituzioni regionali – ha dichiarato il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo -. Non si può continuare ad avere una Regione che viaggia a due velocità, le aree interne hanno bisogno di un’attenzione straordinaria e di avere dei processi di riavvio dell’economia e delle attività produttive che possano consentire a queste aree interne di poter riprendere un percorso virtuoso».

«Quello che sta accadendo in Valle Peligna è la punta di un iceberg – ha detto ancora -. È il territorio che soffre maggiormente di una crisi ormai strutturale e che dice che probabilmente su queste aree interne l’attenzione deve tornare ad essere di primo livello».

In questo scenario emerge come dato positivo il procedere della ricostruzione post terremoto.

Anche in questo caso però, per il sindacato UIL c’è la necessità di ragionare in prospettiva.

Esaurita la spinta al comparto costruzioni data da quello che per anni è stato identificato come “il cantiere più grande d’Europa”, serviranno delle strategie organiche per garantire l’attrattività occupazionale del territorio.

«Se noi non riportiamo in queste aree il lavoro, e quindi l’economia, è evidente che lo spopolamento diventa inesorabile – ha detto ancora Lombardo -. La ricostruzione ha avuto una fase eccezionale, e di questo va dato atto a tutti i livelli istituzionali per aver creato le condizione per riavviare un territorio, e questa città soprattutto, però adesso bisogna pensare a mantenere le popolazioni e non solo quelle che ci sono, ma soprattutto guardando alle nuove generazioni a cui bisogna offrire un futuro possibile».

«Siamo il più grande cantiere d’Europa, ma se la ricostruzione privata è quasi al termine, abbiamo invece tante difficoltà per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, ad esempio le scuole – ha dichiarato il coordinatore UP Uil L’Aquila, Luigi Di Donato -. L’obiettivo del congresso Uil a livello regionale è quello di spingere la politica e le istituzioni ad un interesse più profondo nei confronti delle aree interne che lentamente si stanno svuotando. Richiamiamo, quindi, le istituzioni a mobilitarsi perché non è più pensabile andare avanti in questo modo».