21 Febbraio 2026 - 12:00:44

di Redazione

Calici alla mano, saranno quaranta le cantine abruzzesi pronte a raccontare un modello di viticoltura sostenibile e identitaria alla quinta edizione di Slow Wine Fair. Da domani, domenica 22 a martedì 24 febbraio, il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo sarà tra i protagonisti della manifestazione internazionale dedicata al vino “buono, pulito e giusto”, promossa da BolognaFiere in collaborazione con Slow Food, all’interno del padiglione 20 (Stand C4/B4).In un’edizione che mette al centro il ruolo del settore vitivinicolo come motore di integrazione e rigenerazione dei territori, l’Abruzzo si candida a protagonista offrendo a visitatori, professionisti dell’Horeca e buyer internazionali un viaggio tra sostenibilità e tradizione.

«La nostra presenza alla Slow Wine Fair sottolinea il legame indissolubile tra l’eccellenza della produzione e l’impegno per una crescita realmente sostenibile – afferma Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo -. Valorizzare i nostri vini oggi significa adottare un modello produttivo che rispetti gli equilibri ambientali e sociali, trasformando la qualità in un valore condiviso lungo tutta la filiera. A BolognaFiere racconteremo un Abruzzo che investe nella qualità e che dimostra ogni giorno che tradizione e innovazione possano coesistere e generare valore per il territorio e per le persone che lo vivono e lo custodiscono».

Tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione, martedì 24 febbraio alle ore 11, la masterclass “Cerasuolo d’Abruzzo: racconto senza tempo”, dedicata a uno dei vini simbolo della regione, capace di coniugare struttura e freschezza e sorprendente anche per la sua interessante evoluzione nel tempo.

La Slow Wine Fair 2026 riunisce 1.100 espositori provenienti da 27 Paesi e da tutte le regioni italiane e pone al centro il tema della giustizia sociale nel mondo del vino. In quest’ottica, conferenze, masterclass e incontri trasformeranno la fiera in un laboratorio di idee e buone pratiche, affrontando temi cruciali come l’integrazione dei lavoratori stranieri, la promozione dell’imprenditoria femminile e giovanile e la rigenerazione delle Terre Alte.