23 Febbraio 2026 - 11:06:09
di Redazione
Tragedia nei boschi sui monti della Laga, in provincia di Teramo, nei pressi della frazione il Ceppo di Rocca Santa Maria, a 1300 metri di quota.
Un boscaiolo di 54 anni, Eugenio Marchetti, è morto travolto da un grosso tronco mentre stava lavorando con la sua ditta.
I soccorsi, portati immediatamente da altri operai che erano sul posto, sono stati inutili, perché i traumi hanno provocato la morte quasi istantanea dell’uomo.
Il personale del 118, giunto sul posto con un’ambulanza e con un elicottero, ha potuto soltanto constatarne il decesso.
«L’ennesimo infortunio mortale sul lavoro ci impone una riflessione seria e non più rinviabile, che si ripresenta con denunce e impegni a ogni nuovo episodio, senza mutare la situazione», così il segretario regionale del Pd Daniele Marinelli e la delegata al lavoro della segreteria regionale Monia Pecorale.
«Non siamo di fronte a una fatalità isolata – dichiarano – ma all’ennesima tragedia che si consuma in contesti lavorativi ad alto rischio. Morire di lavoro nel 2026 è qualcosa che non può e non deve essere accettato. Il settore forestale, come tanti ambiti legati ai lavori manuali e alle attività in ambienti complessi, richiede attenzione, formazione e strumenti adeguati. Serve un impegno strutturale e continuo su prevenzione, controlli e formazione – proseguono – perché la sicurezza non può essere considerata un costo o un adempimento burocratico, ma un diritto fondamentale. Chiediamo sia fatta piena luce sull’accaduto e ci stringiamo alla famiglia che lascia con la consapevolezza che la politica ha il dovere di andare oltre il cordoglio. È necessario rafforzare le azioni per la tutela del lavoro e garantire condizioni operative che mettano davvero al centro la vita delle persone. Ogni morte sul lavoro è una sconfitta collettiva che non possiamo più permetterci».
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