23 Febbraio 2026 - 11:43:39

di Tommaso Cotellessa

Un mucchio di buste dell’immondizia, colme di plastica, depositate davanti alla presidenza del Consiglio comunale. Con questa immagine si è aperta la seduta del Consiglio dell’L’Aquila.

A portarle in aula è stato il consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Palumbo, che ha scelto un gesto eclatante per denunciare i disservizi nella raccolta dei rifiuti sul territorio comunale. I sacchi, ha spiegato, provengono direttamente dalla sua abitazione e rappresentano solo una parte del problema che da settimane interessa diverse frazioni.

Nel mirino del consigliere, in particolare, le zone di Roio e Bagno, descritte come «vere e proprie discariche a cielo aperto» a causa della mancata regolarità nei ritiri, sintomo dei disservizi dell’Asm già denunciate nei giorni scorsi dallo stesso consigliere attraverso un esposto presentato al Prefetto Vito Cusumano.

Una situazione che, come dichiarato da Palumbo, sta esasperando i residenti e creando evidenti criticità igienico-sanitarie e di decoro urbano.

Il gesto ha inevitabilmente suscitato reazioni in aula, ma il consigliere ha voluto chiarire fin da subito le sue intenzioni, scusandosi per la modalità della protesta e ribadendo il rispetto per l’istituzione. «Mi scuso per il gesto – ha affermato – ma sono stato costretto a farlo dalla situazione pietosa che si è venuta a creare. Era necessario dare un segnale forte e dare voce ai cittadini che non sono più disposti ad accettare una condizione vergognosa».

Palumbo ha sottolineato come le segnalazioni dei residenti si susseguano da tempo senza che si sia arrivati a una soluzione strutturale del problema. Da qui la decisione di trasformare simbolicamente l’aula consiliare nello specchio di quanto accade nelle frazioni, per richiamare l’attenzione dell’amministrazione sulla necessità di interventi immediati.

La protesta riaccende il dibattito sulla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e sull’organizzazione dei ritiri nelle aree periferiche del capoluogo. Ora si attende la risposta dell’amministrazione comunale, chiamata a chiarire tempi e modalità per il ripristino di un servizio regolare ed efficiente.