23 Febbraio 2026 - 18:22:23

di Angelo Liberatore

L’Aquila guarda al futuro e rilancia in maniera forte la sfida del protagonismo delle città medie.

Palcoscenico del messaggio Palazzo Spaventa, che ha ospitato il convegno “Rinascere dal lavoro“.

Un momento di dialogo e confronto organizzato dall’ordine dei consulenti del lavoro della Provincia dell’Aquila e dalla Fondazione Consulenti del lavoro L’Aquila.

Si è fatto il punto, a 360 gradi, sul ruolo che in questi anni i consulenti del lavoro hanno avuto nell’accompagnare il percorso di ricostruzione e rinascita dei territori toccati dal terremoto.

E poi si è guardato in maniera importante a quelli che potranno essere gli orizzonti di sviluppo: l’importanza della formazione mirata, raccogliere e vincere la sfida di una nuova rivoluzione industriale e sociale in atto.

Che, per la prima volta, (mettendo in campo strumenti digitali e anche l’intelligenza artificiale) non dovrà andare di pari passo con lo spopolamento delle aree interne e fragili.

Ed allora, diventa fondamentale mettere in canpo politiche pubbliche che garantiscano ed immaginino uno sviluppo possibile compatibile con la permanenza in questo luoghi.

Sotto questo aspetto, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha spiegato come il progetto di “Capitale italiana della Cultura” si inserisca proprio in questa cornice.

«Il lavoro – dice il primo cittadino – è al centro delle politiche pubbliche che si fanno quotidianamente: anche “Capitale italiana della Cultura” nasce con questo impegno, cioè indirizzare le politiche di un’amministrazione affinché si creino le condizioni per lo sviluppo e quelle opportunità che poi ci consentono di esercitare il diritto di restare».

Prosegue il sindaco Biondi: «Le aree interne possono contrastare lo spopolamento dato dall’inverno demografico solamente creando nuove opportunità e consentendo ai giovani che nascono in questi luoghi di rimanere, ma anche a tanti che non sono nati qui di trovare le opportunità di cui hanno bisogno».

La strategia per raggiungere questo obiettivo necessità però di un ampliamento.

Il riferimento è soprattutto ad un passaggio che sarà fondamentale del prossimo futuro: il post Pnrr con la programmazione della nuova Politica di coesione Ue 2028/2034.

Che dovrà essere calibrata su un ruolo forte da riconoscere alle città medie, che faranno rete per rafforzare i territori di riferimento.

«Oggi – afferma il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi – l’Agenda per le Città parla da un lato di gruppi svantaggiati, quindi della crisi sociale delle grandi città, e dall’altro di comunità emarginate, ossia luoghi dove si vive meglio, ma dove non ci sono le condizioni per sviluppare appieno i talenti, le professionalità del luogo e le competenze».

«Bisognerebbe riequilibrare questo livello di governo del territorio con misure specifiche, puntuali, e che ragionino non attraverso algoritmi e numeri freddi, ma tenendo presente il ruolo che queste città possono avere per tutto il loro territorio».

E L’Aquila, in questo, vuole giocare un ruolo importante, di stimolo per i decisori politici a livello nazionale e oltre.

Il sindaco Biondi ricorda, in particolare, la “Carta dell’Aquila”: «Che cerca di disegnare una traiettoria di sviluppo per le città medie. Io lo dico sempre, le città medie aiutano le grandi città a ripensarsi, ma aiutano anche i piccoli comuni ad avere dei punti di riferimento».

«Perché – conclude Biondi – se noi non investiamo su infrastrutture, su sanità, su sociale, su formazione, su scuola e lo facciamo tenendo conto che non si può ragionare soltanto sui parametri, noi non daremo né un futuro alle grandi città né un futuro ai piccoli Comuni».