24 Febbraio 2026 - 12:50:51
di Redazione
Ha toccato i 21 milioni di euro nel 2024 in provincia di Chieti la spesa complessiva per prodotti e servizi destinati agli animali da compagnia. Di questi, 19 milioni riguardano l’acquisto di articoli per animali domestici e 2 milioni i servizi veterinari e altri servizi di cura. È quanto emerge da un approfondimento che il Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti ha condotto su dati della confederazione nazionale.
Il dato chietino rappresenta il 29% del totale dell‘Abruzzo, dove la spesa è di 73 milioni di euro (65 per l’acquisto di articoli e 8 milioni per servizi). La provincia di Chieti, tra l’altro, è il territorio con la spesa più elevata. Seguono Pescara, con 18 milioni, e L’Aquila e Teramo, entrambe con 17 milioni di euro.
Il comparto dei servizi di cura per animali da compagnia in provincia di Chieti conta 27 imprese, di cui 15 artigiane, pari al 55,6% del totale. Un settore che mostra segnali di dinamismo: nel primo trimestre 2025 le imprese artigiane registrano una crescita del +7,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Rispetto al 2014, la crescita è del +25%. In Abruzzo le imprese sono 124 (70 quelle artigiane, pari al 56,5%); la crescita è del 7,7% rispetto al 2024 e del 48,9% rispetto al 2014.
«In Italia sono 25,5 milioni gli animali domestici, posseduti dal 37,7% delle famiglie. Le persone che si prendono cura degli animali domestici sono 20 milioni 552mila, pari al 38,1% della popolazione – commenta il direttore generale di Confartigianato Chieti, Daniele Giangiulli – I dati descrivono la crescita della pet economy e dimostrano come la passione degli italiani per gli animali domestici non sia solo un fenomeno sociale, ma un motore economico capace di generare occupazione e imprenditorialità artigiana. Anche in provincia di Chieti il settore rappresenta un segmento dinamico, capace di generare occupazione e valore aggiunto, grazie alla qualità dei servizi offerti e al rapporto fiduciario con le famiglie. La pet economy ormai una componente strutturale dei consumi e del tessuto produttivo del Paese».
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