25 Febbraio 2026 - 12:09:14
di Tommaso Cotellessa
Prosegue lo scontro politico sulla sostenibilità del Programma Operativo 2026–2028 della sanità abruzzese e sulla ripartizione del Fondo sanitario nazionale.
Sul tema tornano ad intervenire i consiglieri regionali del Partito Democratico, Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci, che annunciano la presentazione di una risoluzione che punta a chiedere chiarezza sui conti.
«I Ministeri ci chiedono di rivedere le entrate e i trasferimenti statali che incidono sulla consistenza del fondo sanitario – afferma Paolucci –. Tra i vari rilievi c’è la richiesta di rivedere al ribasso la stima delle entrate. Contestualmente il presidente Marsilio conduce una battaglia per ottenere più risorse nella ripartizione del fondo. Ora delle due l’una: se dobbiamo presentare un programma operativo con meno entrate, la tesi di Marsilio cade; se invece saremo in grado di avere più risorse dal fondo, garantendo comunque l’equilibrio con 64 milioni in meno come chiedono i Ministeri, allora quelle somme vanno restituite alla comunità».
Il riferimento è agli aumenti dell’addizionale Irpef e dell’Irap disposti – sottolinea il PD – in due momenti diversi, nel 2011 e nel 2024, per far fronte agli squilibri della sanità regionale. «Se vengono meno le ragioni che avevano giustificato l’innalzamento della pressione fiscale – prosegue Paolucci – quelle risorse devono tornare a famiglie e imprese».
Il confronto si inserisce in un quadro reso più complesso dai rilievi formali mossi dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al Programma Operativo approvato dalla Giunta regionale. I Ministeri hanno evidenziato, tra l’altro, una sovrastima delle entrate previste per il 2027 e il 2028, chiedendo alla Regione di riallineare il documento al quadro normativo vigente e alle previsioni di riparto stabilite dal Governo guidato da Giorgia Meloni.
«La strada è molto accidentata, non sarà un passaggio semplice – avvertono Paolucci e Pietrucci –. Se, una volta corretto, il Programma Operativo dovesse comunque garantire l’equilibrio di bilancio al 2028, verrebbe meno la tesi secondo cui l’attuale metodo di riparto sarebbe la principale causa delle difficoltà delle Regioni a bassa densità demografica, come sostiene il presidente Marco Marsilio. In tal caso il tema non sarebbe il riparto nazionale, ma la qualità della programmazione regionale e la gestione delle risorse».
Secondo i consiglieri dem, la questione è sia politica sia tecnica. Politica, perché la risoluzione punta a restituire centralità al Consiglio regionale dopo quella che definiscono la “norma Marsilio-Meloni”; tecnica, perché l’equilibrio dei conti dovrà essere dimostrato numeri alla mano.
Il punto centrale, tuttavia, resta l’impatto sui cittadini. «Gli abruzzesi hanno pagato due volte l’aumento della pressione fiscale per coprire i disavanzi sanitari – sostengono –. Se dalla revisione del riparto nazionale dovessero arrivare maggiori risorse, proponiamo che il Consiglio impegni il Presidente e la Giunta a ridurre l’addizionale Irpef e l’Irap aumentate negli anni scorsi».
La risoluzione chiede inoltre piena trasparenza nella revisione del Programma Operativo e un passaggio in Commissione Salute per chiarire quali misure siano state individuate per garantire l’equilibrio economico-finanziario.
«È una questione di coerenza istituzionale e di rispetto verso gli abruzzesi», concludono i due esponenti del PD. Il confronto si annuncia acceso, in un passaggio cruciale per i conti della sanità regionale e per il futuro della pressione fiscale in Abruzzo.
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