26 Febbraio 2026 - 16:05:27
di Martina Colabianchi
A quasi un anno di distanza dal massiccio attacco hacker che tra il 29 e il 30 marzo 2025 ha colpito la Tua, società del trasporto unico abruzzese, la vicenda si sposta nelle aule di giustizia.
Un gruppo di utenti aquilani, assistiti dall’avvocato Carlotta Ludovici del Foro dell’Aquila, anche in veste di Responsabile dell’Associazione dei Consumatori Adicu, ha deciso di passare all’offensiva legale inviando i primi atti di costituzione in mora. L’obiettivo è ottenere il risarcimento per i danni subiti a causa dell’esfiltrazione di dati estremamente sensibili: nomi, cognomi, codici fiscali, numeri di telefono e persino le credenziali d’accesso (username e password) utilizzate sull’app “TuaAbruzzo“.
Quello che viene contestato all’azienda non è solo la vulnerabilità dei sistemi informatici, che avrebbe permesso ai pirati del web di sottrarre informazioni personali in violazione delle normative europee sulla privacy, ma anche l’incredibile ritardo nella gestione dell’emergenza.
Nonostante il furto di dati sia avvenuto quasi dodici mesi fa, la Tua sta inviando solo in questi giorni delle semplici comunicazioni via email, peraltro giudicate incomplete e non uniformi, per avvisare i passeggeri del rischio di truffe e utilizzi impropri della propria identità digitale.
Si tratta di una tempistica che mal si concilia con quanto previsto dal Gdpr (il regolamento europeo sulla protezione dei dati), sottolinea Ludovici, che impone ai titolari del trattamento di informare i cittadini interessati «senza ingiustificato ritardo» quando il rischio per i loro diritti è elevato.
«È di tutta evidenza – conclude la nota – che il trafugamento di dati altamente sensibili degli utenti derivi dalla mancata adozione di misure di protezione di sistemi informatici adeguate a standard elevati, con evidente e grave violazione della privacy, e che lo stesso abbia arrecato danni di notevole entità ai soggetti coinvolti. Si attendono, dunque, risposte concrete da parte dell’Azienda».
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