27 Febbraio 2026 - 18:57:42
di Tommaso Cotellessa
A quasi due anni dall’uscita dall’azienda, circa cinquanta ex dipendenti di Dante Labs e della controllata Fondo Ricerca Medica attendono ancora il pagamento delle spettanze residue e del trattamento di fine rapporto. A denunciarlo è la Cgil dell’Aquila attraverso il proprio ufficio vertenze, che parla di una situazione “non più tollerabile” per lavoratori e lavoratrici rimasti senza quanto dovuto dopo la cessazione del rapporto.
La multinazionale attiva nel settore della genomica, con sede nevralgica nel capoluogo abruzzese, ha attraversato negli ultimi anni una fase di profonda crisi, segnata da licenziamenti e percorsi di ristrutturazione del debito. Secondo quanto riferito dal sindacato, tuttavia, le difficoltà aziendali non possono giustificare il mancato pagamento delle somme maturate.
«In più di un’occasione, sia in sede giudiziale sia in sede stragiudiziale – spiega la sindacalista Alessandra Marchionni – la società, tramite i propri vertici e legali, ha sostenuto che il quantum richiesto fosse stato calcolato in modo errato». La contestazione riguarderebbe il fatto che gli importi rivendicati dai lavoratori sarebbero stati indicati al lordo fiscale anziché al netto di tasse e oneri sociali. Secondo l’azienda, questa circostanza legittimerebbe l’opposizione alle richieste di pagamento.
Una posizione che il sindacato respinge con fermezza. «Non può essere una motivazione valida per continuare a non pagare quanto dovuto», sottolinea Marchionni, ricordando che la questione è stata affrontata anche davanti all’Ispettorato del Lavoro dell’Aquila, alla Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo e in Consiglio comunale.
La Cgil ribadisce quindi l’intenzione di proseguire l’attività vertenziale, sia sul piano legale sia su quello istituzionale, per garantire il riconoscimento dei diritti economici maturati. «Parliamo di persone che hanno lavorato con abnegazione e responsabilità all’interno delle due società – conclude Marchionni – e che oggi chiedono semplicemente il rispetto degli obblighi contrattuali».
La vertenza resta aperta, mentre gli ex dipendenti attendono risposte concrete dopo mesi di contenzioso e interlocuzioni senza esito definitivo.
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