03 Marzo 2026 - 17:16:35

di Tommaso Cotellessa

«Dopo nove anni di annunci, rinvii e cambi di versione, parlare oggi di accelerazione appare quanto meno ridicolo e fuorviante».

Lo ha detto la consigliera comunale del Partito Democratico Stefania Pezzopane, che annuncia la presentazione di una nuova interrogazione in Consiglio comunale per conoscere il reale stato dell’arte del progetto relativo al Parco urbano di Piazza d’Armi.

«Da nove anni – spiega Pezzopane – si susseguono annunci, promesse e ricostruzioni fantasiose sul parco urbano di Piazza d’Armi. Ma la verità è che il progetto originario è stato profondamente stravolto e ancora oggi non è chiaro cosa realmente si intenda realizzare».

La consigliera dem ricorda che il progetto iniziale nacque durante l’amministrazione Cialente, con il concorso di progettazione curato dall’assessore Di Stefano e firmato dall’archistar Mario Cucinella.

«Quel progetto – sottolinea Pezzopane – prevedeva un grande parco urbano di qualità, con teatro/auditorium, libreria, caffetteria, bar e ristorante panoramico, area giochi e un parcheggio sotterraneo da circa 400 posti come terminal di interscambio con Roma, oltre a spazi verdi attrezzati e a una scultura in memoria delle vittime del sisma. Un’idea forte di riqualificazione urbana capace di creare una connessione positiva tra il centro storico e la parte ovest della città. Se quel progetto fosse stato portato avanti e realizzato integralmente, con il teatro e le funzioni culturali previste, sarebbe stato oggi anche un segno concreto di innovazione e visione per L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026. Oggi invece – prosegue la Pezzopane – si continuano a pubblicare sui giornali le immagini di quel progetto originario, ma di quello che davvero verrà realizzato non si vede nulla. Si mostrano le immagini del progetto di Cucinella mentre quello attuale è stato profondamente ridimensionato e modificato. In sostanza si comunica ai cittadini un progetto che non esiste più».

Pezzopane ricorda inoltre che parte delle risorse inizialmente previste sono state sottratte.

«E poi c’è la questione della grande struttura prevista al posto del teatro progettato da Cucinella – ha aggiunto -, una mega struttura di cui non è ancora chiaro né l’impatto urbano né la capienza reale, mentre continuano a circolare cifre e ipotesi diverse. Insomma – conclude il consigliere dem – dopo nove anni di annunci, modifiche e ridimensionamenti, è legittimo chiedere al Comune chiarezza e trasparenza».