04 Marzo 2026 - 16:45:41
di Martina Colabianchi
Applicazione del 100% dell’ammortizzatore sociale (AIS) per 94 lavoratori della LFoundry di Avezzano.
È quanto stabilito dall’ordine di servizio di questo mese, che non ha fatto altro che confermare lo scenario peggiore nonostante l’incontro dello scorso 18 febbraio che UILTemp, FelSa CISL e NidiL CGIL hanno avuto con l’assessore regionale Tiziana Magnacca volto a richiamare l’azienda al rispetto degli accordi di solidarietà del novembre 2024.
UILTemp Abruzzo, in una nota, esprime «profondo sdegno per la condotta dell’azienda di Avezzano che, ignorando gli impegni assunti in sede istituzionale, continua a colpire duramente la categoria dei lavoratori in somministrazione, essenziali per il sito da oltre vent’anni».
Nei lavoratori c’è la «delusione di non vedere riconosciuta la propria professionalità, in cui traspare la preoccupazione più grande collegata alla perdita reddituale che ha un impatto non di poco conto per le famiglie».
«Tale lettura della norma che disconosce la rotazione nella riduzione oraria per lavoratrici e lavoratori in somministrazione – continua il sindacato -, mette a rischio i diritti fondamentali, annulla la programmazione di vita e li trasforma in ingranaggi disattivabili a piacimento. E non solo, siamo preoccupati di come la crisi aziendale sta portando ricadute sull’utilizzo dei fondi del sistema somministrazione (Ebitemp e Formatemp), saturando strumenti nati per garantire continuità occupazionale e non per finanziare gestioni aziendali».
«La vertenza che stiamo affrontando sulla LFoundry di Avezzano ci dà un quadro più generale di come la crisi dell’automotive impatta pericolosamente sui fondi di solidarietà: l’abuso degli Assegni di Integrazione Salariale (AIS) e l’aumento delle procedure di ricollocazione (PDR) rischiano di mandare in default un sistema virtuoso. Non possiamo permettere che la flessibilità diventi un boomerang che distrugga il lavoro atipico».
«Chiediamo un immediato ripristino dell’utilizzo degli strumenti attivati affinché venga rispettata una parità di trattamento reale e normativa. La dignità lavorativa – conclude la nota – non può essere l’ultima voce di bilancio da tagliare».
LAQTV Live