05 Marzo 2026 - 10:45:03

di Vanni Biordi

Nella sala conferenze di Palazzo Margherita dell’Aquila, il fruscio delle penne che firmano il futuro delle aree interne.

Il Comune dell’Aquila e l’associazione “Paesi Narranti del Gran Sasso” hanno siglato un protocollo d’intesa che non è solo burocrazia, ma un cambio di paradigma economico e sociale.

L’obiettivo è quello di trasformare un mosaico di 15 comuni (Barisciano, Calascio, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Navelli, Ofena, Prata d’Ansidonia) in un’unica destinazione turistica competitiva sul mercato internazionale. Il progetto coinvolge una costellazione di centri che rappresentano l’essenza dell’Abruzzo montano: da Barisciano a Santo Stefano di Sessanio, passando per le terre dello zafferano di Navelli e le rocche di Calascio.

Presenti all’appello il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e il presidente dell’associazione, Paolo Federico, insieme ai rappresentanti di realtà come Capestrano, Castel del Monte e Ofena.

«Si tratta di un’azione congiunta di promozione e valorizzazione turistica per favorire lo sviluppo territoriale», recita il documento. In termini tecnici, stiamo parlando di DMO (Destination Management Organization): una gestione coordinata di tutti gli elementi che compongono una destinazione, dall’accoglienza ai servizi, fino al marketing. Il cuore dell’intesa risiede nella “narrazione”.

Come spiegato dal project manager Paolo Setta, non basta possedere la bellezza, bisogna saperla comunicare. Il concetto avanzato qui applicato è quello dell’Heritage Marketing, ovvero l’uso del patrimonio storico e culturale come asset strategico per differenziarsi dalla massa. Un esempio pratico? Un turista che visita la Rocca di Calascio non deve essere un ospite di passaggio, ma deve essere incanalato in un ecosistema che lo porti a scoprire le cantine di Ofena o i palazzi di Navelli, grazie a una segnaletica integrata e a pacchetti turistici che superano i confini comunali.

È la fine dell’era del campanile a favore del comprensorio. L’accordo nasce in un momento importante pe il territorio. Le aree interne dell’Appennino combattono da decenni contro la fuga dei giovani e il calo delle nascite. La creazione di un indotto turistico professionale è l’unico argine possibile. «Questo protocollo rappresenta un modello di coesione», ha commentato il sindaco Biondi, sottolineando come il capoluogo debba fare da traino e “hub” per i territori circostanti.

L’integrazione tra la città territorio e i borghi permette di scalare le classifiche di attrattività, passando da un turismo di “mordi e fuggi” a un turismo esperienziale ad alto valore aggiunto, capace di generare occupazione stabile e non solo stagionale. La questione, ora, passa dalla carta ai fatti, l’attuazione dei piani operativi sarà il vero banco di prova per questa nuova alleanza del Gran Sasso.

«Ringraziamo il sindaco dell’Aquila per aver accettato il nostro invito a sottoscrivere questo protocollo perché vogliamo fare in forma sinergica iniziative che valorizzino L’Aquila Capitale della cultura e i nostri 15 comuni dei paesi narranti per quanto riguarda i 15 paesi del Gran Sasso – ha detto Federico – Il cambio di narrazione dei paesi del Gran Sasso si comincia a percepire perché c’è una promozione, iniziative, lanci stampa, promozioni sui social sui network nazionali e quindi diventiamo attrattivi sotto ogni punto di vista, mettendo in evidenza ciò che noi abbiamo, quindi un patrimonio ambientale, culturale, storico architettonico di tradizioni. Tutto quello che questo territorio offre e che purtroppo ha sempre mantenuto un un po’ sottotono».

« I 15 paesi sono una destinazione turistica, i paesi narranti del Gran Sasso sono una vera e propria risorsa per questo territorio e, insieme all’Aquila capoluogo d’Abruzzo e Capitale della cultura italiana, dicono al mondo venite qui e visitate la città dell’Aquila e insieme alla città visitate i paesi narranti del Gran Sasso attraverso storie di vita, attraverso tipicità, attraverso quelli che sono i saperi e sapori. Con un turismo di qualità possiamo fare in modo che il futuro dell’Abruzzo possa essere sempre positivo e rigenerativo attraverso quella che deve essere un sistema, una rete vera e propria tra il capoluogo e i 15 paesi narranti del Gran Sasso», ha commentato Setta.