05 Marzo 2026 - 16:44:38
di Marco Giancarli
Quanto è importante il corretto approccio mentale come preparazione ad una sfida sportiva? Forse, lo è tanto quanto un allenamento fisico mirato.
Ne è convinta la mental coach Nicoletta Romanazzi, che a Palazzo Spaventa dell’Aquila ha tenuto un incontro dal titolo “Goal setting e performance sportiva“, in attesa del test match internazionale di rugby Italia XV – Cile che si svolgerà domani allo stadio Tommaso Fattori dell’Aquila.

«Noi spesso alleniamo il corpo, ma ci dimentichiamo di allenare la mente – ha spiegato Romanazzi -. La mente ha un’influenza enorme sul corpo, e quindi imparare a capire il funzionamento della nostra mente, come far emergere il nostro potenziale e come utilizzarlo nel miglior modo possibile in una performance di qualsiasi genere, sportiva ma anche no, è fondamentale. È importantissimo anche capire come gestire al meglio le emozioni e come far fronte a quella che viene chiamata “ansia da prestazione” prima di una gara o prima di un qualsiasi tipo di evento. Questo fa una enorme differenza».

L’importanza del lavoro mentale sugli atleti, Nicola Romanazzi l’ha sperimentata “sul campo”. «Io posso raccontare la mia esperienza personale: quando durante le Olimpiadi di Tokyo seguivo Marcell Jacobs, mi chiamò prima della finale olimpica dicendomi “non corro”: 20 minuti di lavoro insieme e poi è successo quel che è successo. La mente può fare una differenza enorme».
Presente all’incontro anche la campionessa olimpica e triatleta Alice Betto.
«Il corpo senza la mente non è nulla e questo l’ho provato su me stessa – ha spiegato l’atleta -. Ho perso due Olimpiadi, quella di Londra e quella di Rio, a causa di infortuni fisici e poi ho incontrato Nicoletta. Con lei ho iniziato un percorso di conoscenza di me stessa, un percorso che mi ha portata a Tokyo a raggiungere il miglior risultato che potessi raggiungere con una testa davvero forte e capace di superare ogni limite. Da questo ho imparato tantissimo: la consapevolezza in un’atleta è tutto».
Dalla triatleta anche un consiglio per i tanti giovani che si apprestano ad incominciare uno sport.
«Io ho iniziato a fare triatlon per gioco, senza neanche conoscere cosa fosse. Innanzitutto bisogna divertirsi, avere passione per quello che si fa. Poi arriva tutto il resto: se c’è la passione, questa può trasformarsi in lavoro, dedizione e sacrificio. Ma se mancano alla base divertimento e passione è tutto in salita».
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