11 Marzo 2026 - 11:37:39

di Marianna Galeota

«Già dalla scorsa settimana, e in aumento nelle ultime ore, stiamo ricevendo segnalazioni da parte delle nostre imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio e con aumenti dei costi di trasporto».

A lanciare l’allarme è il presidente di Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Abruzzo, Enrico Ricci.

Da giorni, infatti, l’associazione riceve segnalazioni da parte degli iscritti di ogni provincia di «rincari ingiustificati sui materiali da costruzione nel territorio della regione.

Ricci sottolinea come sia necessario «arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno creando sui prezzi» e chiede degli interventi rapidi non solo sui rincari di carburanti e bollette, ma misure ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise.

Una situazione che si riverbera su tutte le imprese regionali e anche, quindi, su quelle aquilane e su quelle dei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del centro Italia, impegnate nella ricostruzione post-sisma.

«Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia, che nel territorio regionale è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del PNRR e della ricostruzione post sisma nei tempi previsti», continua il presidente Ricci.

Per questo l’Ance Abruzzo segnala che senza un intervento urgente le imprese saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema.

«Ecco perché auspichiamo l’adozione di uno strumento per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto», conclude Ricci.