13 Marzo 2026 - 18:14:16

di Martina Colabianchi

Criticità e presunti illeciti amministrativi: è quanto emerso dall’ultima seduta di commissione di vigilanza sul tema della gestione dei canili privati in Abruzzo.

Al centro, il più volte già denunciato emendamento Verrecchia che avrebbe trasformato le strutture in veri e propri “blindati”, rendendo di fatto impossibile la promozione delle adozioni e il benessere psicofisico degli animali.

La nuova disposizione va a modificare gli articoli 8 e 8-bis della legge regionale Abruzzo n. 47/2013 “Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo”. A preoccupare le associazioni sono in particolare la restrizione degli orari di apertura al pubblico dei canili e la modifica apportata al comma 5 dell’articolo 8-bis, dove l’obbligo di garantire la presenza dei volontari delle associazioni animaliste e dei veterinari viene sostituito con la possibilità di “consentire o assicurare” tale presenza, affidandola quindi alla discrezionalità del gestore.

La presidente del Cavaa Rosita Rossi ha sottolineato che il problema non è solo di natura etica, ma anche economica, poiché «le limitazioni imposte agli ingressi riduce i percorsi di adozione, togliendo di fatto il sacro santo diritto di ogni cane di avere l’opportunità di essere adottato, nonché di riflesso un danno erariale per i Comuni paganti».

A tal proposito fa riferimento al Ministero della Salute con il decreto del 14 febbraio 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2025 numero 155, che per quanto riguarda i criteri da applicare per la gestione delle strutture di ricovero per animali fa riferimento al Manuale di gestione dei canili rifugi, redatto dall’Izs. Al capitolo Adozioni dice: “Gli orari di apertura al pubblico siano tali da far sì che i visitatori dispongono di lunghi tempi di accesso soprattutto durante i giorni festivi il canile deve essere il luogo nel quale le famiglie possono recarsi per conoscere gli animali e sviluppare in tutta tranquillità la loro scelta di adozione“.

«Normativa che non viene assolutamente rispettata dagli Asili privati principalmente che hanno orari di apertura al pubblico ridicoli e limitanti – continua la nota -. Il rischio dell’effetto peggiorativo dell’ emendamento Verrecchia, approvato in Consiglio regionale del 18 novembre 2025, che ha addirittura ridotto le possibilità di ingresso nei canili, come preventivamente segnalato dal Cavaa e le altre associazioni operanti d’ Abruzzo risulta coerente con un reale peggioramento operativo che si è ripercosso su tutta la Regione».

A denunciare quanto emerso dalla commissione era stato anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, che aveva chiesto «un intervento mirato e decisivo della Prefettura dell’Aquila per fare chiarezza» sollecitando un cambio di passo nella gestione del problema.

Il Cavaa ha inoltre portato all’attenzione della commissione dati rilevanti frutto di uno studio, redatto dalle associazioni dell’Abruzzo, in particolare la Lida Ortona, basato sul sistema informativo nazionale di animali da compagnia, registro informativo di tutte le strutture di ricovero dell’Abruzzo. Da questo studio emerge che la provincia dell’Aquila ospiterebbe il 41,5% dei cani presenti nei canili dell’intero Abruzzo; nel periodo 2006–2024 il tasso di mortalità per 100.000 abitanti arriverebbe a sfiorare 1.500 unità, contro circa 100 a Pescara, 200 a Teramo e 500 a Chieti. Per il CAVAA l’anomalia impone verifiche immediate su cause, prassi, controlli e tracciabilità.

Il Coordinamento, in conclusione, richiama le responsabilità dei sindaci e chiede interventi immediati: controlli su convenzioni e prassi, stop agli ostruzionismi, dati pubblici e tracciabili su ingressi, adozioni, decessi, permanenza media e costi, oltre all’attivazione di prevenzione e di un presidio veterinario H24, oggi assente anche per la mancata convenzione strutturata tra Università e Asl.