17 Marzo 2026 - 09:27:09
di Marianna Galeota
Alle 9.30 di questa mattina, tre ispettori inviati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, due uomini e una donna, si sono presentati all’Aquila al Tribunale per i Minorenni dell’Abruzzo per esaminare gli atti relativi al caso della ‘famiglia nel bosco’.
La loro presenza ha comportato il rinvio delle udienze fissate per oggi.
Intanto, il segretario generale del sindacato di Polizia Penitenziaria SPP, Aldo Di Giacomo, ha convocato una conferenza stampa davanti al Tribunale dei minorenni, proprio mentre è in corso la visita degli ispettori.
«Sostengo questo giudice che secondo me ha assolutamente ragione», ha detto Di Giacomo, spiegando di ritenere «assolutamente legittimo» il provvedimento adottato dal Tribunale per i minorenni.
«Non conosco il giudice, non so manco chi è – ha detto ai giornalisti davanti al Tribunale – però si trova nella situazione di essere attaccata per un provvedimento assolutamente legittimo, ma legittimo perché lo prevede la legge -ha aggiunto – L’obiettivo non è quello di sottrarre i bambini ai genitori, ma quello di riaffidarli. Io sono sicuro che i bambini ritorneranno con la famiglia, nel momento in cui avranno ripristinato la legalità».
«I bambini non sono proprietà dei genitori o dello Stato, ma hanno dei diritti -ha proseguito – Questi diritti sono sanciti dalle leggi che in Italia ci sono e i magistrati non fanno nient’altro che fa rispettare le leggi che ci sono – ha proseguito – Si è creata molta confusione, perché qualcuno dice che verranno sottratti alla famiglia, ma non è assolutamente così: si sta cercando di ripristinare la legalità, mandarli a scuola, fare i vaccini e inserirli in un contesto, perché i bambini in quell’età hanno bisogna socializzare non di stare isolati dal mondo. Queste non sono considerazioni personali, lo dice la psicologia, la scienza medica. Io ritengo che sia assolutamente giusto che i bambini tornino a studiare e altrettanto vero è che la cosa principale deve essere quella di ridarli ai genitori»
«Mi sono interessato a questo per un motivo, perché il filo conduttore che unisce tutti i ragazzi che stanno nelle carceri minorili è uno: non hanno terminato la scolarizzazione e la scuola dell’obbligo. Questo evidentemente è una cosa molto grave. La scuola è importante sia per l’istruzione sia per la socializzazione», ha concluso.
Sul caso della famiglia del bosco non si placa lo scontro politico.
Nella giornata di ieri, infatti, il presidente del senato Ignazio La Russa confermando che riceverà il prossimo 25 marzo in Senato i coniugi Trevallion Birmingham ha affermato, rispondendo alle critiche mosse dall’opposizione, di essere stupito «dall’acrimonia per un’eventuale visita, adesso come in un’altra data, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso ai loro signori per incontrare privatamente chi ritiene. Se ne facciano una ragione».
Nella giornata di ieri, inoltre, i coniugi Trevallion Birmingham hanno incontrato i loro legali Marco Femminella e Danila Solinas, e con la coppia c’erano anche la sorella e la madre di Catherine.
Femminella ha confermato il deposito alla sezione penale della Corte d’Appello del reclamo contro l’ordinanza del Tribunale dei minorenni che ha disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham dalla casa famiglia di Vasto dove sono rimasti i tre figli.
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