20 Marzo 2026 - 09:59:37

di Tommaso Cotellessa

Nella giornata di ieri un imponente distacco ha interessato su tutto il fronte sud di Monte Aquila, una delle vette del massiccio del Gran Sasso. L’imponente fenomeno si è verificato in seguito alle forti raffiche di vento che hanno accompagnato la corposa nevicata che ha interrotto bruscamente il clima primaverile dei giorni precedenti.

Le raffiche provenienti da Nord-Est e da Nord-Ovest hanno dunque innescato una vera e propria valanga a lastrone. La situazione in montagna, come spiega ai nostri microfoni la guida alpina Marco Iovenitti, resta ad alto rischio.

Secondo le previsioni la situazione non migliorerà nelle prossime 24 ore. Ad oggi «il pericolo in alta quota è davvero marcato – spiega Iovenitti – sopra i 2000 metri di quota ci sono state imponenti nevicate accompagnate da forti raffiche di vento che hanno caricato tutti i pendii a Sud e a Sud-Est dove tipicamente si scia». è dunque richiesta la massima attenzione in particolare nelle aree abitualmente frequentate a causa della presenza di lastroni a vento.

«Per i prossimi giorni è previsto ancora vento forte – avverte Iovenitti – gli impianti a Campo Imperatore sono ancora chiusi proprio a causa del vento, e nonostante sia previsto un miglioramento delle condizioni meteo per le giornate di domani e dopodomani, nella prossima settimana si prevedono nuove precipitazioni. Richiediamo perciò a tutti i fruitori della montagna la massima attenzione: consultare il bollettino MeteoMont e seguire le comunicazioni dei Carabinieri forestali che some noi sono presenti ogni giorno sul territorio».

Le precipitazioni dei giorni scorsi, infatti, hanno stravolto la condizione del manto nevoso sulla catena montuosa del Gran Sasso. «Se fino a quattro giorni fa c’era una neve tipicamente primaverile oggi la situazione totalmente trasformata su tutti i versanti».

Il forte vento ha generato enormi accumuli di neve e lastroni a vento su tutti i versanti sotto vento. Una condizione che richiede la massima attenzione e accortezza.

L’invito è dunque quello di rimandare le proprie escursioni, la montagna resta lì, non si muove. O forse sì, ed è proprio per questo che ha bisogno dei suoi spazi.