30 Marzo 2026 - 09:41:36

di Marianna Galeota

«E’ urgente restituire potere d’acquisto alle famiglie stroncate dal caro-vita e dal caro-energia. E’ urgente investire in politiche energetiche che puntino sulle rinnovabili».

Così Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo alla luce delle ultime rilevazioni alle pompe di benzina e delle previsioni delle stangate sulle bollette elaborate dalla Cgia di Mestre.

«Secondo le stime della Cgia di Mestre, per il 2026 è previsto un aumento delle bollette di 333 milioni di euro tra famiglie e imprese, con una crescita superiore al 13%. Ma non solo: da una nostra rilevazione alle pompe di benzina di Pescara e provincia, tra ieri e oggi, abbiamo rilevato prezzi che per il diesel sul servito vanno da 2,097 a 2,279 euro a litro, sul self da 2,037 a 2,099 euro».

La corsa dei prezzi dei carburanti, effetto della guerra in Medio Oriente e di speculazioni fuori controllo, è un’ulteriore stangata sui redditi.

«A pagare il prezzo più alto dei rincari sulle bollette saranno le imprese, con 216milioni di euro in più secondo la Cgia di Mestre, le famiglie dovranno sostenere 117 milioni. Un colpo durissimo per una regione già segnata da salari bassi, aumento dell’addizionale Irpef della giunta Marsilio, precarietà e un tessuto economico fragile»-.

A peggiorare la situazione si aggiunge la corsa incontrollata dei prezzi dei carburanti, che danneggiano famiglie e trasportatori, con punte che sfiorano i 2,30 euro al litro anche in Abruzzo e la prospettiva imminente di nuovi rincari legati alla scadenza del decreto governativo sulle accise prevista per il 7 aprile.

«E’ inaccettabile che si scarichino i costi delle crisi internazionali su lavoratori, pensionati e piccole imprese. Siamo preoccupati anche per l’allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori in Abruzzo, che hanno chiesto l’intervento dei prefetti per contrastare possibili fenomeni speculativi e monitorare l’andamento dei prezzi. Non siamo di fronte solo a una crisi energetica, ma a un problema di giustizia sociale. Il rischio concreto è quello di una nuova ondata di povertà energetica e di chiusure tra le piccole attività produttive».

Interventi immediati e strutturali per bloccare o ridurre le accise sui carburanti, un piano di sostegno alle famiglie, con lo Sbloccastipendi, la proposta di legge AVS per adeguare gli stipendi all’inflazione reale: sono le proposte di Sinistra Italiana-AVS.

Ma non solo: «Servono investimenti massicci su energie rinnovabili e comunità energetiche, per rendere il territorio più autonomo e meno esposto alle crisi internazionali. L’Abruzzo produce da fonti rinnovabili appena il 23,2% dei propri consumi energetici, come emerge dal report Energia in Abruzzo dell’Ufficio Statistico regionale, rimanendo fortemente dipendente dalle fonti fossili e quindi esposta alle oscillazioni dei mercati internazionali. Anzi, l’incidenza della produzione da rinnovabili è in calo rispetto al 2020, quando incideva per il 28%. Inoltre, quello abruzzese è un sistema energetico ancora poco diversificato, basato principalmente su fonti fossili, seguito da idroelettrico e scarso fotovoltaico, ancora più in ritardo sulle altre filiere: questo rende il territorio più vulnerabile agli shock dei prezzi e amplifica gli effetti del caro-bollette su famiglie e imprese».

«Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. Serve una strategia chiara che metta al centro le persone e non i profitti delle grandi multinazionali energetiche. Non siamo di fronte solo a una crisi internazionale, ma anche al risultato di scelte sbagliate e ritardi accumulati negli anni. Senza un cambio di modello energetico, l’Abruzzo continuerà a pagare il prezzo più alto»